Laura Pausini intervista 1998 Stop 1998


A ventiquattro anni, e a sei dal suo esordio al Festival di Sanremo, Laura Pausini decide di fare un disco “adulto” e coraggioso e, come dice lei, <... Forse rischioso e un po’ fuori dai miei schemi, specialmente nei confronti del mio pubblico sudamericano. All’ estero va più l’ immagine della cantante melodica “all’ italiana”, appunto, che per certi versi è legata ai miei primi dischi; ma era questo che mi sentivo di fare e l’ ho fatto !>.

Ecco allora che esce in questi giorni “La mia risposta”, quarto album della cantante e autrice romagnola (molti testi portano la sua firma accanto a quella di “Cheope” Rapetti, il figlio di Mogol, e di molti bravi musicisti): oltre dieci milioni di dischi venduti nel Mondo e una grande popolarità, appunto, in Europa e Sudamerica.

<Sono arrivata a un momento molto delicato della mia vita artistica e privata - ci spiega -perché si sono fatte più pressanti le richieste di promozione in Nordamerica, dove farò un breve tour a novembre. Il grande produttore David Foster ha chiesto di lavorare con me. La cosa mi lusinga, ma affrontare il “pianeta Stati Uniti”, comporterebbe un lavoro lungo e intenso, e un mio trasferimento laggiù almeno per un anno e mezzo>.

Non ti senti pronta ?

<Diciamo che sono confusa, e fatico a prendere una decisione. Il mio ragazzo, che è anche il mio produttore, Alfredo Cerruti, sarebbe per il “sì”, e così la pensa mio padre, che è un artista anche lui. Mamma è più restìa a vedermi sparire a lungo. Già ora è un continuo scambiarsi telefonate : siamo molto legate !>.

La tua, insomma, è una popolarità senza confini...

<E’ vero, e ne sono molto orgogliosa. Ho conosciuto tante persone di razza e lingua, e cultura diverse ; ho visto la vita di quelli che stanno “veramente” male. Tutte esperienze che mi hanno fatto crescere molto. Il mio vero cruccio, poi, è Cuba, Paese dove sono popolarissima... “di contrabbando” ! A causa dell’ “embargo”, infatti, i miei dischi non arrivano laggiù, e Miami mi impedisce di andare da loro a suonare, cosa che desidero tantissimo. Ci arriveremo, però. Per adesso, ho fatto sì che i ragazzi cubani avessero molti doni e l’ iscrizione gratuita al mio “fan club”>.

E l’ Italia ?

<Infatti. Ho voluto che al mio Paese fosse dedicata la parte più lunga della promozione de’ “La mia risposta”, anche se non ho trovato, per coincidenza di “date” e impegni, le trasmissioni televisive giuste. Trovo che ci siano troppi programmi “caramellosi” e di basso profilo... Per me, comunque, l’ Italia è sempre la priorità assoluta ! E’ un fatto, però, che il mio sia ormai un impegno mondiale... >.

Il nuovo album di Laura è tutto “al femminile”. Delicato negli arrangiamenti molto “americani”, ricco di “ballate” molto coinvolgenti, con la voce decisamente più calda (<Sto crescendo !>, ammette con pudore), il cd ha momenti molto intensi specialmente in tre brani, e per ragioni diverse.

Raccontaci “Buone verità”...

<E’ dedicata a Madre Teresa di Calcutta : una donna eccezionale, unica, alla quale sono legata da profondo affetto. Il mio unico rammarico è quello di non aver fatto in tempo a conoscerla. Dopo aver cominciato a lavorare con l’ Unicef avevo preventivato un viaggio per raggiungerla a Calcutta, ma putroppo lei stava già male e poi è morta. E’ una donna che ha cancellato se stessa per gli altri. Rimane la mia verità ed essenza>.

Adesso “Anna dimmi sì”...

<La storia è vera, anche se il nome della protagonista è fittizio, ovviamente. Devi sapere che sono molto legata al mio “Fan club”. Rispondo personalmente alle lettere e ai messaggi più toccanti, e preferisco telefonare anziché scivere. Vivo così momenti molto intensi, rendendomi conto che il ruolo di un personaggio pubblico, e di un cantante in particolare, a volte esula dal suo ruolo. Spesso ho visitato ragazzi in difficoltà o malati ; la mia voce è stata usata per un caso di “coma” di una mia fan ; ho visto morire tanti cari amici... Il caso di Anna è particolare ed emblematico. Lei soffre di anoressia, una malattia che colpisce anche molti ragazzi. Ci conosciamo da cinque anni, da quando, come fan, mi ha esposto il suo problema. Poi siamo diventate amiche, conosco la sua famiglia. Io le ho dato degli “appuntamenti” che lei spesso ha mancato : con la malattia, con le cure e con il Mondo. Nella canzone, in qualche maniera, le ricordo questi appuntamenti. Il prossimo è a fine mese, per una pizza assieme... >.

E “Looking for an angel”, scritta per te da Phil Collins ?

<E’ la storia di un’ amicizia, la nostra, nata per caso, quando manager e discografici ci misero assieme, a “Night Express” e poi nel suo concerto al “Forum” di Milano, per il duetto di “The same moon”. Pensa che provammo la canzone per telefono ! Phil mi stima al punto di avermi scritto una canzone bellissima come “Looking for an angel”. Il suo stile è molto riconoscibile e ricorda “One more night”. Lui è stato molto gentile, e non si è limitato a scrivere la canzone, ma è venuto a darmi consigli in studio, sempre molto premuroso e rispettoso del mio parere. Di certo la nostra collaborazione proseguirà in futuro !>.

In generale, il nuovo cd parla dell’ amore, degli “alti e bassi” di un rapporto a due. C’è dell’ autobiografismo ?

<Solo in parte. Nelle canzoni parlo di “riscoperta” di un rapporto, di “alti e bassi” e di tutte le cose che succedono a due che si vogliono bene. Con Alfredo va benissimo da cinque anni, e non parliamo di matrimonio anche se entrambi ci crediamo molto, ma non abbiamo fretta... Niente in vista, quindi. Sennò ve lo direi !>.

Bruno Marzi