Le Vibrazioni tour e intervista 2008 Vero 2008

Sembrava, il loro, quasi un successo casuale. E quella canzone, “Dedicato a te”, un ritornello destinato a durare una sola estate, quella del 2003, e concludersi con la vittoria al Festivalbar. Poi – orrore! – volevano fare rock, di quello vero, fatto di grandi chitarre elettriche, suoni forti, coinvolgimento con i fan. Roba da appassionati, insomma. E poi, va detto, non erano certo i classici “bellocci” da posterino sui giornaletti per adolescenti. Le Vibrazioni, invece, sono ancora, e più che mai, sulla breccia e rilanciano la loro carriera verso nuovi traguardi. <Vogliamo diventare una band rock internazionale – spiega il cantante e autore dei brani Francesco Sarcina – e a questo scopo dedicheremo la prossima estate e tutto il 2009>. E intanto, oggi che sono rimasti in tre dopo che il bassista Marco Castellani (quello lungo lungo con la barba e con addosso quasi sempre un kilt scozzese) ha lasciato il gruppo, i tre ragazzi nati nelle cantine milanesi nel ’99 (in realtà era un garage ma è un modo di dire) presentano in questi un nuovo progetto discografico (più dvd) e sono già in pista per un lungo, quasi interminabile tour.

Chi li conosce, o li ha visti in azione in uno dei 400 concerti tenuti negli anni (ma il conto va già aggiornato) sa che Le Vibrazioni hanno scelto la strada del rock “duro”, alla Led Zeppelin per capirci, andando così controcorrente, e facendo storcere il naso alla Discografia, che li vorrebbe ovviamente sempre pronti a sfornare dolci ballate “pop”, di quelle che funzionano benissimo tra i giovani. E invece no. Preferiscono andare per la loro strada; <con l’ intenzione di divertirci e fare buona musica> come affermano con forza. Francesco è sicuramente la “mente” (<Scrivo nuove canzoni praticamente ogni giorno>) ma il “braccio armato musicale” è quello portato in scena tutti assieme nei concerti, proposto con una certa maniera di vivere e pensare la musica. Tutti assieme. Una “band di fratelli”.

La "location" scelta per l’ incontro con Vero è il "Mexico", mitico cinema di Milano dove da moltissimi anni si tiene l' happening del "Rocky Horror Picture Show" (film e attori in sala). E per “Drammaturgia”, il nuovo videoclip del gruppo, è stata scelta un’ ambientazione, e un trucco degli attori, preso a piè pari proprio dal celebre film di “vampiri spaziali” erotomani. Protagonisti d’ eccezione Paolo Bonolis, Sabrina Impacciatore e Riccardo Scamarcio. Per Le Vibrazioni l’ attenzione alle immagini di commento delle canzoni è sempre stata molto alta, quasi maniacale. “Dedicato a te” era la passeggiata lungo i Navigli milanesi di una ragazza pensierosa (Elio e le Storie Tese e Frankie HI-Nrg ne hanno fatto altrettante parodie con la complicità degli stessi autori) e già nel 2004 c’ era stato un “Live all’ Alcatraz”, dvd del concerto nell’ omonimo locale milanese, di forte impatto visivo. Perché allora non riprovarci, dal vivo appunto, dopo un disco interlocutorio come “Officine Meccaniche”?

Si fa festa per "En vivo", il doppio cd/dvd in varie edizioni che celebra, ma in versione "live", quasi dieci anni di successi. Nell' album poi c'è l' inedita "Insolita", inserita nella colonna sonora del film di Sergio Rubini "Colpo d' occhio", con Riccardo Scamarcio e Vittoria Puccini.

Registrato ad Avellino (<quasi per caso. Con le luminarie in piazza sembrava di essere in Messico… Da cui il titolo>) nel corso dell' ultimo tour, l' album/video è anche, come precisa Francesco Sarcina, <il documento conclusivo di un periodo artistico con oltre quattrocento concerti all' attivo>, terminato appunto con la dipartita dal gruppo del bassista e caro amico Marco Castellani, che si sta attivando con una nuova band e nuovi progetti.

Le nuove Vibrazioni, con il bassista Emanuele Gardossi <che suonava con noi già sedici anni fa> e il chitarrista Marco Trentacoste sono in concerto il 7 maggio al “Viper” di Firenze, l’ 8 all’ “Alpheus” di Roma, l’ 11 alla “Casa della Musica Federico I” di Napoli, il 16 all’ ex “Deposito Locomotive” di Palermo e il 17 al “Krossover” di Scordia(Ct).

Altre date in programma?

<Il tour doveva terminare appunto il 17 maggio - spiegano Sarcina, il batterista Alessandro Deidda e il chitarrista Stefano Verderi - ma siamo già con le date a giugno>.

Andrete all’ "Heineken Jammin’ Festival” di Venezia? Verderi: <Buona birra... Scherzi a parte potremmo anche esserci. Si vedrà. E’ un grandissimo evento e saremmo onorati. Di certo anche quest' estate suoneremo molto in giro, e il prossimo anno, come dicevamo prima, mireremo con decisione all' estero, magari conservando l' italiano come lingua per le canzoni>.

Sarcina: <Al massimo lo spagnolo perché abbiamo notato che nei Paesi anglofoni badano poco alle parole nel rock, e allora tanto vale sforzarsi in traduzioni complicate, col rischio reale di rovinare i brani, Quello che più ci interessa è l impatto musicale>.

Allora, come suona la musica della band "rinnovata"? Stefano: <Se possibile, ancora più hard, con i suoni ben delineati e un impatto, appunto, ancora più deciso. Abbiamo curato molto la parte tecnica e l' amplificazione, e siamo molto soddisfatti dei risultati>.

Sarcina: <Ovviamente registreremo tutto. Se non per un nuovo "Live" almeno per noi stessi!>.

Ci sono nuove canzoni pronte?

<C' è sempre molta carne al fuoco, ma dopo questa raffica di concerti estivi vorremmo fermarci un attimo e ragionare. Siamo una solida band di amici, che si sostengono e scaricano assieme lo stress delle lunghe tournée>.

Allora, come mai l' uscita di Marco dopo tanti anni?

Verderi: <Ci sono momenti nella vita in cui si prendono delle decisioni importanti perché si ritiene che siano quelle giuste. I veri amici non giudicano e non si intromettono, e cercano di capire, anche se fino a un certo punto>.

Sarcina: <Marco ha le sue ragioni, forse molto profonde e intime, e noi da amici le abbiamo accettate. Senza contare che così abbiamo ritrovato in Emanuele Gardossi il nostro amico e bassista degli esordi, di quando avevamo addirittura dieci anni!>.

Francesco, su di te è riposto il “peso” creativo della band. Hai mai pensato a una carriera solista?

<E’ corretto affermare che scrivo canzoni per me. E per il pubblico ovviamente. Sono un individualista. La verità è che però qualsiasi cosa faccia o scriva è “voce del verbo Vibrazioni”. E’ possibile però che nei momenti di pausa ciascun componente del gruppo possa dedicarsi a progetti personali. Il fatto è che, fino ad oggi, di pause non ce ne sono state!>.

Voi avete iniziato “da zero” grazie al lavoro oscuro di un manager, Demetrio Sartorio, che vi ha dato il tempo di crescere come artisti. Cosa ne pensate allora dei "talent show" televisivi come "X Factor" e “Amici”?

Tutti: <Più musica va in televisione e meglio è. Pensiamo anche a "Scalo 76" che fa proposte interessanti. Per il resto, chi ha talento ha solo un modo per provarlo: mettersi gli strumenti in spalla e andare in giro a suonare. Come abbiamo fatto noi per tanti anni… >.

Bruno Marzi