Lele Gaudi intervista Di Tutto 2009


 

Di Bruno Marzi

Potenza della televisione, complice “X Factor” e l’ amicizia con Morgan di cui è stato “vocal coach” l’ anno scorso (con tanto di vittoria degli Aram Quartet) nonché il presunto “tradimento” di quest’ anno, tornando sempre come “allenatore della voce” ma con Mara Maionchi e i suoi gruppi, Lele Gaudi, bolognese classe 1963 trapiantato da anni a Londra, è al centro dell’ attenzione mediatica proprio per la serie di atteggiamenti tenuti nelle prime puntate del programma di Raidue nei confronti dello stesso Morgan, il quale dal canto suo non gliele manda certo a dire. Il “caso Gaudi” è nato nel corso della prima puntata di “X Factor” che ha visto l’ eliminazione proprio di un gruppo, i Sinacria Symphony.

<Bugiardo! Avevi detto che non saresti mai tornato ad “X Factor” e invece eccoti con Mara!>, ha sbottato Morgan in diretta. Un po’ a mo’ di sposa abbandonata sull’ altare, Marco Castoldi Morgan ci è rimasto male, evidentemente. Doppiamente, perché avrebbe voluto gestire ancora i gruppi vocali, con i quali si trova molto bene, affidati invece alla vulcanica Mara; il ritorno di Gaudi, non previsto e quindi non scelto come consulente vocale, è suonato forse come uno sgarbo a livello personale. Non a caso, nella passata edizione, il loro sodalizio artistico aveva portato gli Aram alla vittoria proprio contro il “fenomeno” Giusy Ferreri. La querelle televisiva è poi proseguita con una serie di attacchi di natura “tecnica” decisamente poco eleganti. Ancora Morgan, citiamo: <Sei un analfabeta della musica. Non ti sei mai veramente diplomato al Conservatorio di Bologna>. Andrea Rodini, attuale “Vocal coach” dello stesso Morgan, rincara la dose: <Se gli Aram non hanno avuto il successo di Giusy è colpa sua. Non è abbastanza preparato>.

Si tratta ovviamente di una polemica ingiusta, più che altro ad uso e consumo delle telecamere per creare quel minimo di tensione tra i protagonisti “togati” (Mara, Morgan e Simona, più i tre “vocal coach”) e che comunque ha messo in imbarazzo Gaudi che, fondamentalmente, è un artista introverso, e il cui silenzio ha suonato per qualcuno come ammissione di colpa. <Non è così ovviamente – racconta a Di Tutto con simpatia e senso dell’ umorismo – e, a proposito del Conservatorio, gli ho portato tanto di documenti sul tavolo… In realtà noi siamo molto amici, e quindi capisco e non capisco il suo comportamento. Ma va bene tutto. Io sono uno che si fa i cavoli propri… >.

I “blog” sulla disputa con Morgan si sono moltiplicati, evidentemente più a favore del ben noto musicista di Muggiò nei confronti dell’ artista bolognese, fino all’ anno scorso noto solo agli addetti ai lavori e agli appassionati di musica elettronica. In realtà Daniele “Lele” Gaudi ha all’ attivo ben 11 album e oltre 250 produzioni musicali per artisti importanti come Irene Grandi, Patty Pravo (il celebre remix di “Pensiero stupendo”) Mia Martini, Vasco Rossi. I superspecializzati lo ricordano già in pista nel 1985 con i Violet Eves, per poi realizzare nel ’91 un “singolo” con la versione reggae di “L’ importante è finire” di Mina (ma anche “Andavo a cento all’ ora” di Morandi nel ’93; cioè ben prima di Giuliano Palma e Compagnia bella… ) e in seguito due album di un certo successo per la Polygram negli anni successivi: “Basta poco” e “Gaudium Magnum”, sempre in stile reggae. Dal 1995 vive a Londra, dividendosi tra musica sperimentale e concerti, produzione discografica e compilation di successi remissati. Un artigiano della musica di alto livello, insomma. Per saperne di più, il “sito” è “www.gaudimusic.com”.

Nota fondamentale… Si dice Gaudi o Gaudì?

<Il cognome è Gaudì, con l’ accento, ma nell’ alfabeto inglese l’ accento non c’è e così, per comodità, va bene Gaudi. Va detto che ho cercato, andando indietro per quattro generazioni, se c’era una parentela con il famoso architetto della “Sagrada Famila” di Barcellona. Tanto per dire: “E’ mio nonno, e il lavoro lo finisco io”… Eh,eh!>.

Perché la scelta di andare in Inghilterra?

<Per ragioni artistiche. La Polygram voleva da me un terzo album simile ai precedenti, che erano andati bene. In quel periodo avevo fatto tutte le trasmissioni televisive possibili: Festivalbar, Disco per l’ Estate, Cantagiro, eccetera. Ero anche un po’ stufo e con la voglia di cambiare e sperimentare, facendo musica anche senza mettere la mia faccia, restando dietro le quinte. Ma il disco che avevo proposto ai Discografici non era stato capito per niente. Non sapevano di cosa stessi parlando. Deprimente>.

La recente, nuova notorietà ti ha fatto riscoprire ai vecchi fans?

<So che su Ebay i vecchi album sono molto ricercati, ma io sono uno che guarda sempre al futuro. Nel nuovo disco, che uscirà fra qualche mese e che ho chiuso e consegnato il giorno prima di partire per la nuova avventura di X Factor, c’è anche una partecipazione vocale di Elisa>.

Come ti definisci, artisticamente?

<Non mi definisco. Amo la musica. Mi piace sperimentare. Il concerto che mi ha cambiato la vita è stato quello dei Devo a Bologna, nel 1980. Da quel momento ho capito che avrei fatto il musicista… con diploma!>.

E come persona?

<Uno fatto a modo suo, capace di girare senza scarpe anche per sei anni… >.

Cosa ti piace della musica italiana?

<Niente. Voglio dire, niente dei nomi nuovi. In realtà conosco poco. Il panorama italiano non è la mia priorità di lavoro in Inghilterra. Forse questo mio distacco mi permette di essere più lucido in questa esperienza come “vocal coach”. In realtà, ovviamente, ci sono artisti italiani che conosco. Elisa, appunto, è brava, e mi piacciono Battiato, i pugliesi Negramaro e i torinesi Subsonica, che ho ascoltato per la prima volta a Londra e con i quali ho fatto amicizia>.

A proposito, quella con Morgan come è nata?

<Dieci anni fa, all’ “Mtv European Music Awards” che si teneva a Milano. Ero stato incaricato di fare tutte le sonorizzazioni, cioè le musiche e le sigle del programma. Già anni prima i Bluvertigo erano nella mia stessa Casa discografica, ma non ci conoscevamo, perché loro erano ragazzini. Da quella volta a Mtv siamo diventati molto, ma molto amici. Della polemica di questi giorni, ribadisco, non so cosa dire; ma non credo che possa veramente rovinare il nostro rapporto>.

Della tua vita privata, amicizia con Morgan a parte, si sa poco o nulla…

<Niente di speciale, ma tutto bene. Vivo, appunto, a Londra con una ragazza scozzese e abbiamo una bambina di 14 mesi. Sono molto sereno>.

Com’è andata la faccenda della tua “assunzione” nel team di “X Factor”?

<L’ anno scorso fui contattato dalla produzione del programma su indicazione di Morgan, che conosceva bene il mio lavoro. Quest’ anno, senza che lo sapessi, è stato fatto ancora il mio nome in sede di riunione, ma Morgan non mi ha voluto, non so per quale motivo, e così Mara si è fatta avanti con entusiasmo. Io però, prima di prendere una decisione, le ho subito detto di contattare Morgan, perché volevo essere sicuro che non avesse niente in contrario, e la cosa è filata liscia. E quindi, ribadisco, non capisco le polemiche>.

Con Mara sembra funzionare bene…

<Benissimo. Noi abbiamo esperienze complementari. Lei è una bravissima discografica e io un artista. Io non capisco nulla del suo ambiente, che per me è un “buco nero”, e lei non sa nulla di tonalità, crome, biscrome eccetera. E così funziona tutto alla perfezione>.

Quale è stato il tuo criterio di scelta dei gruppi?

<Quello del potenziale di crescita, della possibilità di lavorare bene per migliorare. Faccio l’ esempio delle tre Sister, che ovviamente sono meno forti dei Sinacria, ma hanno un potenziale “soul”, sono telegeniche, e hanno un notevole margine di miglioramento. I Sinacria erano bravissimi, ma hanno pagato il genere e la maniera in cui si sono presentati. Non il brano, almeno credo>.

Scelte in assoluta libertà, quindi?

<Certamente! E’ ovvio che la produzione di “X Factor” ci ha fatto presente le esigenze tecniche; che mancava un gruppo femminile, o maschile di un certo tipo, eccetera. E noi ci siamo anche orientati sulle esigenze del programma. Perché di uno show televisivo si tratta, pur sempre>.

E… la concorrenza del “Grande Fratello”?

<Detesto i reality. Non li sopporto e non mi interessano. Spesso i giornali confondono “X Factor” con altri programmi, facendo paragoni sullo share e sugli ascolti; ma non si possono fare paragoni. Sono cose diverse. Il nostro è veramente un “talent show”, in cui cerchiamo la bravura>.

Infine, quali sono i riconoscimenti artistici di cui vai più fiero?

<Sarebbero molti, ma ne scelgo due. Il “Bbc World Music Award 2008” per l’ album “Dub Quawwali” e, nel 2004, il remix ufficiale delle canzoni di Bob Marley!>.