Litfiba interviste pre-scioglimento Stop 1999

I Litfiba si sciolgono? Sì, no, forse... Ce lo spiegano direttamente loro. Per adesso, buon viaggio. Anzi: "lacio drom", che in lingua Rom significa augurare la "buona strada" al viandante di pace. Così è per Pelù e Renzulli che, con il loro "Infinito tour '99", rispecchiano sì musica vecchia e nuova in ben due ore di show, ma lo caricano di significati pregnanti, all' interno dell' attuale momento storico del nostro Paese, legato alla contingenza militare e umanitaria in Kossovo.
In giro da fine aprile per i palasport, la band fiorentina concluderà quasta tranche del tour a Pescara il 25 maggio. Con loro ci sono i banchetti per la raccolta di denaro dei missionari del Murialdo per la Sierra Leone (la compagna di Pelù è originaria di quelle terre martoriate), ma anche gli spazi di "Warchild" e "Missione arcobaleno".
Scenografia sobria e luci forti solo nei brani più "duri", lo show, che dura due ore giuste, inizia e termina "forte", con brani storici come "Goccia a goccia" e "El Diablo" posti all' inizio, e un finale di bis "eterni" (ne abbiamo contati sei) con "Regina di cuori", "Spirito", "Cagaceiro" e "Lo spettacolo" a chiusura.
Su "Sparami", Pelù rivolge al pubblico precise parole di accusa alla guerra: <Dedicata a chi subisce la pulizia etnica ma anche a chi sta sotto le bombe, perché è  sempre chi governa che fa casino... >.
- Siete molto coinvolti nella tragedia del Kossovo? -
<Spesso ci accusavano di fare dei mini comizi politici all' interno dei concerti - spiega Piero - ma questa volta è diverso. Diciamo quello che va detto>.
- E cioè?-
<Che la colpa di quello che sta accadendo è anche di un' Europa molto "rampante" che farebbe di tutto pur di non dichiararsi "ex comunista", con tutti i governi di centrosinistra che sono al potere attualmente>.
- E Milosevic?... -
<Lui è super allenato alla guerra, e grazie agli errori Nato ha il cento per cento dei consensi. Per evitare la "pulizia etnica" si è provocata una catastrofe... >.
- Voi avevate già detto tutto anni fa in una canzone... -
<"Lacio drom" è proprio un brano dedicato ai profughi. Dice: "Faccia a faccia con la porta della paura, senza lacci... ". A ben leggere, era già tutto scritto>.
- Avete letto l' appello del Papa agli artisti? -
Ghigo Renzulli: < Sì, certamente. Quando ci sono problemi grossi, e le armi non tacciono, noi cerchiamo la bellezza. Siamo musicisti, e questo è il nostro territorio. Con "Terremoto" la parola d' ordine era "pestare"; adesso, mutati i tempi, è diventata "esprimere">.
- Confermate le voci sul fatto che, alla vigilia del nuovo album, ci fosse aria di scioglimento nei Litfiba? -
Pelù: <Mettiamola così. Attualmente ci stiamo "calibrando". Rimaniamo grandi amici, ma abbiamo anche altri interessi... Io ho il cinema, con un progetto per la regìa di Marco Vichi che ha scritto per Guanda "Lo sconosciuto", cioè la storia di uno che per ristrettezze economiche affitta una stanza di casa a uno sconosciuto dal torvo passato. E poi, Ghigo vorrebbe andare a pesca più spesso... >.
- Sarà giusto così, Ghigo?... -
<La pesca, effettivamente, meriterebbe più attenzione, ma per la verità ho un progetto musicale mio che svelerò tra pochi giorni. Anche i musicisti della band usciranno presto con un cd come gruppo autonomo>.
- Pelù, ci racconta Mina la Divina? -
<La Divina è un gran pezzo di "gnocca"! Sia fisicamente che moralmente... E poi ha le idee molto chiare. Ha intitolato il disco "Olio" perché io le ho portato una bottiglia di olio di San Casciano, e lei ha gradito moltissimo! E' una donna serena, a cui ha giovato stare fuori dalla mischia>.
- Come giudica la vostra collaborazione? -
<Il nostro duetto mi piace molto. Non mi esprimo sull' intero cd, che non ho ascoltato bene. Lei è sempre molto forte, una persona straordinaria>.
- Lei e pro o contro un suo ritorno in scena? -
<Rivederla dal vivo? Certo che lo vorrei, e con me milioni di italiani. Un artista, motivi personali particolari a parte, deve confrontarsi con il pubblico. E poi, sono stufo di vecchi filmati Rai trasmessi nel cuore della notte... >.
Bruno Marzi