Marina Rei intervista Il Gazzettino 2002

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Marina Rei percorre le sue "discese ardite e risalite". La citazione battistiana ben si addice alla rinascita artistica di una cantautrice gettata forse troppo presto e in maniera raffazzonata sul palcoscenico del Festival di Sanremo nell' ormai lontano '96 (ve la ricordate, vagamente algida, scalza e, lei figlia del batterista dell' orchestra Rai, con due "tumbe" in scena?) e giunta alla maturità solo adesso al quinto album. "L' incantevole abitudine", realizzato con il fattivo contributo del produttore Daniele Sinigallia, in effetti mette a fuoco un' immagine forte e interessante nata con il precedente "Inaspettatamente".
 Un po' di Mia Martini, con un "quasi falsetto" molto elegante "("Il giorno della mia festa") e un po' Grazia Di Michele "prima maniera" ("Verrà il tempo") Marina dimostra una vena compositiva fresca e originale, diremmo incontaminata. Merce rarissima attualmente. C'è un nuovo gusto per la parola, appoggiata alla melodia in maniera originale. Qualcosa la nuova Marina Rei deve anche alla koinè di Carmen Consoli ("Gli angeli" e "Così lontani") con la sua maniera pittica di intendere il connubio di parole e musica come immagine. "L' incantevole abitudine" è insomma un disco fuori moda, da ascoltare pigramente, prendendoci il tempo necessario.
 Ciliegina sulla torta, Marina è fresca mamma di Nico, e conta su una dedica speciale sull' album scritta per lei da Ennio Morricone. "Gli ho mandato il disco solo per avere un parere - racconta la cantautrice romana - e lui mi ha risposto in maniera entusiasta e quasi imbarazzante... ". Sulla maternità Marina dice cose ovvie ma poi non tanto per un' artista alla ricerca di un proprio stile: "La nascita di Nico mi ha dato serenità in un mondo pieno di dispiaceri. Non ho scritto nessuna canzone in specifico su mio figlio o sulla maternità, ma l' album è certamente pervaso da una malinconia di base che di per sè è rassicurante... ".
 "Il primo risultato raggiunto - ci dice Marina - è stato quello di dare più importanza alle parole. E' stato un lavoro difficile e lungo ma di cui vado orgogliosa. Lo stile delle dieci canzoni, il contributo di Daniele, e una certa armonia generale del disco è arrivato di conseguenza. Definirei la mia musica "rock di pensiero e concetto". In effetti l' album segue un' onda di rottura che parte da "Inaspettatamente". Per me insomma è come se fosse il primo disco, in cui ho voluto dare continuità tra canzone e canzone. In fondo, grazie anche al nuovo contratto discografico con la Bmg, ho avuto grande libertà di scrittura, visto anche che adesso come adesso non esistono regole per il successo sicuro".
 Dolci ballate, dicevamo, chitarre anche graffianti, una nuova tonalità nella voce quasi irriconoscibile. La "nuova" Marina Rei riparte con convinzione: "D' ora in poi penserò solo al lavoro e alla famiglia. Non delegherò ad altri il tempo da dedicare a mio figlio. Così quest' estate me la prenderò comoda: promozione giornalistica e radiofonica, Festivalbar e poco altro. E poi dal 5 otobre un lungo tour nei club con la band, e molti passaggi in Triveneto". Buon viaggio.
Bruno Marzi