Massimo Di Cataldo Intervista Il Gazzettino 2002

Milano
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Alla fine, l' incantesimo si era rotto. Quasi tre anni di sosta forzata, vecchie e nuove canzoni ("Sono tutte inedite, solo che alcune sono più datate di altre... ") e poi il ritorno con "Veramente", il nuovo cd dell' esordio con la Bmg-Ricordi, fresco di uscita e realizzato nello studio di Ron "L' angelo" alle porte di Garlasco, nell' ubertosa Provincia pavese. Si tratta di 12 brani ben scritti, romantici ma non banali, a volte sottilmente rock, ottimamente cantati. Cantautorato melodico di classe. Il primo singolo si intitola "Come il mare" e ha un video di supporto registrato in questi giorni all' Argentario "per trovare il contatto con una natura incontaminata".
 E così Massimo Di Cataldo, 34enne talentuoso cantautore romano "piacione" e beniamino delle teenager, esploso nel '94 al Festival di Sanremo dopo sei anni di gavetta come attore di teatro e di cinema prima e protagonista televisivo de' "I ragazzi del Muretto" poi, torna sotto i riflettori, parla di vecchie e nuove avventure, dell' amico Alex Baroni e anche della sua ex Casa discografica, la Sony, togliendosi così qualche fastidioso sassolino dalla scarpa.
 "Forse è stata anche un po' colpa mia - ammette Massimo - ma dopo "Come sei bella" e l' album "Dieci" (Sanremo '99 Ndr) mi accorsi che il rapporto di fiducia artistica e umana con la Casa discografica non funzionava più. Forse loro volevano da me qualcosa che non potevo più dare, cioè un' immagine artistica stereotipata, quella che aveva riempito per decine di volte le copertine delle riviste per ragazzine. Proprio grazie ai tanti soldi spesi dalla Sony per registrare quel disco a Bath, nello studio "Real World" di Peter Gabriel, avevo potuto fare esperienza tecnica e artistica da una parte, perdendo dall' altra forse il senso della realtà. Rischiavo di pensare di essere in qualche maniera "arrivato" anche se non sapevo bene dove".
 "E così - continua - ho dovuto trovare la forza di ricominciare con nuove energie, con un' introspezione personale forte e positiva. Credo che il risultato si senta nel disco, che è nato dal lavoro di un gruppo di amici, con dei provini molto curati realizzati a Roma nello studio di casa mia e in "sala prove" e poi suonati a Garlasco con la band praticamente "in diretta", e poi rifiniti con Phil Palmer e Francesco Musacco alla Fonoprint di Bologna".
 Di Cataldo non ha una canzone "preferita" anche se ammette di avere un occhio di riguardo per il testo di "Non ti dimenticherò" e "Veramente", per gli ingenui doppi sensi di "Fumo nero" ("Un week end di fuga dalla città con gli amici") e in genere per la cura dedicata alla registrazione e alle sonorità. "Vorrei - spiega - che in radio non passasse solo una canzone, come accade di solito. Così non si permette a chi ascolta di scegliere bene per l' eventuale acquisto o, per contro, si manda avanti album mediocri con un solo brano di buon livello... ".
Un ricordo di Alex Baroni? Conclude Di Cataldo: "Abbiamo lavorato assieme l' anno scorso per lo spettacolo "Beatles forever", dopo esserci incontrati a L' Aquila e cantato assieme molti brani dei Fab Four. Io abito a pochi metri dall' ospedale dove è stato a lungo ricoverato, ma non ho avuto mai la forza di andare a trovarlo. Mi ha anche dato fastidio l' atteggiamento di molti colleghi artisti, non tutti, che si sono messi un po' in vetrina... ". Di Cataldo sarà ospite di alcune tappe del Festivalbar e farà sporadici concerti estivi, per poi partire in tour teatrale in autunno.
Bruno Marzi