Miguel Bosè intervista Il Gazzettino 1994

Milano
NOSTRO SERVIZIO
Miguel vive, ed è tra noi. "Mortacci loro!", intima il poliglotta Bosè, 37 anni belli e un po' stempiati, ai profeti di sventura dei settimanali "gossip". "I giornali spagnoli - continua - mi uccidono ogni due anni... Se è come per i sogni, mi stanno allungando la vita!". Miguel torna in Italia come cantante, a 10 anni da "Bandido", a cui, sul mercato spagnolo, hanno fatto seguito molti altri dischi. L'ultimo di questi, "Sotto il segno di Caino", pubblicato nel maggio del '93 e venduto in quasi due milioni di copie, esce nella versione italiana, testi di Lucio Fabbri. Bosè sarà stasera ospite di Baudo a "Tutti a casa", su Raiuno, così come domani per "Domenica In", da Mara Venier. Tornerà a maggio e, pare, parteciperà al galà d'apertura del Festivalbar '94.
 "E' il lavoro la mia vera malattia - ci spiega - e, anche se va tutto bene, faccio gli scongiuri! La mia generazione? E' divisa in due parti: ci sono gli yuppy, dappertutto, e quelli che sono già sottoterra o in carcere. Tra questi sono numerosi i miei amici. "Sotto il segno di Caino" nasce anche per loro, e si rivolge a un Dio che sembra non esserci... ". Il disco è molto curato, la voce di Miguel è intensa e "narrante".
 La multiproduzione lascia il segno, specialmente per quanto riguarda Ross Collum, che ha lavorato con Enya. I testi sono intensi - c'è anche una preghiera alla donna, fatta in ginocchio - e molto didascalici. Un disco difficile: un successo da ricostruire? Bosè: "Vedremo! Non lo so cosa succederà. Torno dopo dieci anni e ritrovo molti amici. Io sono cambiato, come i miei coetanei. A 17 anni il problema era:"Dammi un bacio!". a 27: "Sarò incinta?". Oggi:"Chi si tiene la casa?"".
 Miguel è in tour da quasi un anno. Il 9 maggio suonerà a Parigi, poi Usa e ancora Europa, forse Italia. "In questi anni ho fatto molto cinema. "Tacchi a spillo"? In principio, volevo dire di no ad Almodòvar, anche perchè mi imbarazzava. Poi ho fatto il serio professionista... Da allora ho girato "La nuit sacrée", poi uno strano film sui cavalli e, di recente, "La reine Margot", di Patrice Gèreau, da Dumas, con la Adjani, che aprirà il festival di Cannes. A settembre inizierà "Gazeau maudit" ("prato maledetto"), di Joidine Balasko, con Victoria Abril e Christopher Lambert. La cosa a cui tengo di più - conclude - è la direzione del Festival del teatro Classico di Merida, i primi tre giorni di luglio, che ha per tema il dio Marte, cioè la guerra. Pensa che ho fatto il bando di concorso sotto falso nome... ".
Bruno Marzi