Monza Rock Festival 1999 Il Gazzettino 1999

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Giusto a trent' anni dalla versione originale cinematografica, documentata nello splendido film di Michael Leigh, anche l' Italia ha avuto la sua "Woodstock acquatica"; protagonisti Litfiba, Aerosmith e 40mila fan "irriducibili". Dove non era riuscita l' ira funesta delle Commissioni ai Beni Culturali ha colpito Giove Pluvio. Flagellato da un violentissimo nubifragio, che ha messo in ginocchio tutti gli spettacoli previsti nel Nord Italia, "Monza Rock Festival" ha dapprima ammainato bandiera attorno alle 18.45 di ieri, alla fine dell' esibizione degli Articolo 31. Saltati giocoforza i Cardigans, previsti alle 19, gli organizzatori hanno fatto letteralmente i salti mortali per mettere in condizione di esibirsi i due headliner della serata. Le luci si sono riaccese in scena poco dopo le 21, nell' attesa della decisione delle Autorità, Questore di Monza in testa.
 Enormi e quasi insormontabili i problemi tecnici, con il "mixer" scoperchiato dal vento e chilometri di cavi letteralmente a bagnomaria. Commovente il pubblico: bagnato fradicio, saltellante in pozze d' acqua degne di una piscina olimpionica, mentre pompieri e Forze dell' ordine si prodigavano nel soccorso ai giovani, sicuramente spaventati dall' irruenza degli elementi ma tutto sommato incolumi. Hanno svolto da rifugio di lusso per il pubblico i miliardari "box" della Formula Uno, così come le tribune principali, aperte forse con troppo ritardo dai responsabili dell' autodromo. Singolare l' effetto "safety car", con le luci lampeggianti, delle macchine della Polizia in mezzo alla pista.
 Fino all' inizio del nubifragio, e malgrado funesti presagi meteorologici, tutto era andato per il meglio. In quarantamila, e passa, erano giunti da ogni dove per applaudre ieri sera l' addio dei Litfiba, nel senso del binomio Pelù-Renzulli (era prevista una dichiarazione congiunta dei Due), e l' apoteosi degli Aerosmith, attualmente la miglior band rock del Mondo. Nemmeno troppi i fastidi logistici, se paragonati alle difficoltà per accedere al Festival di Imola, per esempio. Tutti sono arrivati per tempo; anche quelli, un po' spaesati, che, scegliendo di parcheggiare nei pressi dello stadio "Brianteo", per poi servirsi del bus-navetta gratuito, si sono trovati nel mezzo di un mega-raduno dei Testimoni di Geova, oltre 20mila, poco avvezzi al linguaggio del rock, in ogni senso. In questo senso, Sacro e Profano si sono mescolati in un gigantesco "battesimo" comune.
 "Monza Rock festival '99" si conclude stasera con Pino Daniele e Lenny Kravitz a chiudere, con oltre 20mila biglietti già venduti. Il "line up" di oggi ha come unica nota dolente la defezione dei Blondie di Debby Harry, stressata da troppi show consecutivi. La band inglese non verrà sostituita. L' esibizione dei Black Crowes, che precede Pino Daniele e Lenny Kravitz, inizierà un po' prima, alle 18.30 circa, e durerà di più.
 Tornando alla musica, ieri la giornata ha presentato il rock "storico" di Echo e the Bunnymen e le provocazioni verbali degli Articolo 31. Prima del diluvio avevamo raccolto le prime impressioni degli organizzatori. <Sono Felice - ci ha detto Maurizio Salvadori - anche se, manifestazioni del genere, faticosissime, vengono organizzate più pèr passione e prestigio personale che per guadagno. Se avessimo fatto suonare solo Litfiba e Aerosmith a San Siro avremmo ottenuto lo stesso risultato numerico... >. Effettivamente, nel pomeriggio l' area del "paddock" all' interno dell' autodromo offriva un colpo d' occhio notevole.
 Felice anche il solitamente ombroso Gianluca Grignani: <Bel Festival. Tutto bene, dopo i primi due brani "nel panico" per un problema tecnico. Sono in tour praticamente da due anni. Fra un po' mi fermo e faccio il disco nuovo. La politica? Qualcuno aveva scritto che sono di destra... Mi considero più un anarchico. Berlusconi? No, grazie. Bossi mi fa sorridere. Mi sento più verde, non come Partito ma come speranza di vita per il futuro!>. Tutto sfuma, alla luce degli eventi meteorologici, veri protagonisti. Speriamo che, almeno per oggi, si possa ascoltare musica anzichè tuoni.
Bruno Marzi

Nella foto: Stephen Tyler degli Aerosmith. La band, commossa dai fans, causa maltempo non annullò lo show ma si esibì la sera successiva, a festival già terminato.