Ornella Vanoni live a Milano piazza Duomo 2008 Il Gazzettino 2008

Milano
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Quando Ornella Vanoni attacca "Musica musica" sono da poco  passate le 21. Il colpo d' occhio di piazza Duomo è suggestivo, con una platea di migliaia di sedie tutte occupate e una corona di pubblico in piedi ai tre lati. Un grande schermo sul lato sinistro del palco rimanda le immagini dello show. Non meno di diecimila persone (un pubblico ovviamente maturo) hanno festeggiato il giubileo artistico di un' artista amatissima nella sua città, che malgrado la quasi contemporanea uscita di un corposo album di duetti, "Più di me" (produzione Celso Valli con Mario Lavezzi per la cura della voce) ha volutto apposta rinunciare alle ospitate di rito, rimandate all' appuntemento televisivo su Raiuno del 20 dicembre. Unica eccezione, la voce di Jovanotti prima di "Io so che ti amerò".
 La Vanoni e Milano, dicevamo. Lei fa di tutto per presentarsi al meglio, con un elegante abito in stile smoking e camicetta bianca aperta, dimostrando anche una forma vocale eccellente, malgrado manchino delle "date" di preparazione all' evento, e quindi il feeling con la band possa in qualche caso lasciare a desiderare. Ma sono pinzillacchere, come diceva Totò che proprio in quella piazza, più o meno dove ieri i tecnici avevano piazzato il mixer audio, e più o meno cinquant' anni fa, quando Ornella appunto iniziava la sua carriera, con Peppino De Filippo improvvisava la grandiosa gag con il "ghisa" rimasta nel costume degli italiani.
 Più prosaicamente, nell' attualità Ornella invece si lamenta di sentire male nelle auricolari il "click" elettronico che avvia i famosi "Protools", i suoni campionati che ogni artista utilizza per ottimizzare la performance. E questo malgrado una band di assoluta eccellenza, con Paolo Jannacci al piano, fisarmonica e tastiere, con Natalio Luis Mangalavite sempre al piano e tastiere, e Michele Ascolese alle chitarre, con Edu Hebling al basso e contrabbasso, Roberto Testa alla batteria, e il corposo impiego di un quartetto d' Archi che, dopo "Per l' eternità" e "Vendo casa", canzone di Battisti-Mogol resa eterna dai Dik Dik, e "Gli amanti" ha praticamente accompagnato l' intero show,
 E' stata una cavalcata globale tra i successi di Ornella, che ha citato Endrigo con "Canzone per te", Tenco con "Vedrai vedrai", Paoli ovviamente con "Senza fine". E il Brasile con, tra le altre, "La voglia la pazzia" e "Tristezza". E ancora "La musica è finita", di Califano e Nicola Salerno "Nisa". Immancabili "Eternità" e "L' appuntamento" a preparare il bis super milanese di "Ma mi" di Strehler, e il finalissimo a tutta manetta di "Una ragione di più" (nella versione dei New Trolls con cui fece un tour storico) e l' augurio di "Domani è un altro giorno". Prosit.
Bruno Marzi

Nella foto: Rudy Zerbi e Ornella Vanoni