Ornella Ventura contro Loredana Bertè. DI chi è la canzone? Vero 2008

A una settimana dalla conclusione del Festival è ancora Loredana Bertè a tenere banco. Salvo cambiamenti dell’ ultima ora, sempre possibili con la vulcanica Lori, sarà Simona Ventura a farla incontrare con la quasi omonima Ornella Ventura, ovvero l’ interprete della prima versione di “Musica e parole”, all’ epoca intitolata “L’ ultimo segreto”. Le Due si sono sentite e spiegate telefonicamente, entrambe vittime di un episodio forse non sanzionabile penalmente ma sicuramente kafkiano. L’ appuntamento è quindi per “Quelli che… il calcio” di domenica, che vedrà le due artiste confrontarsi direttamente solo dal punto di vista musicale. “Ci vado solo se c’è la Bertè – spiega Ornella – perché a me non interessa apparire o farmi pubblicità. E’ vero: dicevano che avevo una bella voce ma non ho mai fatto veramente o solo la cantante. Questa storia mi ha già abbastanza sconvolto la vita!”. Con loro ci sarà anche Tullio De Piscopo, nel 1988 produttore dell’ album “Sesto senso”, che proprio nel brano incriminato aveva la canzone di punta; quella, per intendersi, utilizzata per la promozione in radio e televisione. Proprio il grande musicista napoletano ci scherza su: “Scrivilo che sono sempre avanti sui tempi!”. E poi ci ricorda il recente cd “Bona jurnata”, e il singolo “Jamme, jamme, jamme”, che “parla dei paparazzi e del loro strano lavoro”.

“Musica e parole” o “L’ ultimo segreto”, allora? Riassumiamo telegraficamente la storia. Stessa Casa discografica, la Nar, e stessi autori (Oscar Avogadro e Alberto Radius) hanno pubblicato entrambe le canzoni, che sono identiche ma differenti nel testo (“L’ ho scritto io!”, afferma la Bertè) a venti anni di distanza. Risultato: eliminazione della berté perché il brano non era inedito, come da regolamento. Tutti giurano di essere all’ oscuro della concomitanza e in buona fede. “Fu un disco di nessun successo e passato nel dimenticatoio. Gli autori hanno garantito e noi non sapevamo nulla”, dicono alla Nar. “Ho scritto più di 700 canzoni in carriera. Posso anche dimenticarmi di un provino”, ricorda Radius, chitarrista della Formula Tre, prima ancora con i Quelli assieme a Teo Teocoli e al nucleo della PFM, e autore di brani di grande successo come “Che cosa sei”, “Nel ghetto”, oltre al successo commerciale del 1980 di “Wojtyla disco dance” cantata si fa per dire dal noto deejay Federico l’ Olandese Volante. Oscar Avogadro sottolinea che “non si può mettere in discussione una carriera limpida” come la sua per un episodio del genere.

“In realtà – ci dice Ornella Ventura, che abbiamo incontrato nella sua bella casa di Legnano – c’è una vittima e si chiama Loredana Bertè, certamente all’ oscuro di tutto. E poi ci sono io, che sono caduta letteralmente dalle nuvole. E c’è Tullio De Piscopo che all’ epoca per quel disco ci mise i soldini come produttore”.

Lo stesso De Piscopo, che abbiamo raggiunto nella sua scuola di musica milanese, a due passi dalla stazione Centrale, è più sorpreso che arrabbiato: “Radius non ha nemmeno avuto il coraggio di chiamarmi. E’ questo che mi dà più fastidio. Sono molto dispiaciuto. Avogadro era quasi sparito. Non penso, personalmente, a una azione legale. Dovrebbe protestare il primo degli esclusi tra i “big” del Festival. Ma nessuno sa chi possa essere, e se ci fosse una specie di lista di attesa”. C’è chi dice Pacifico, chi i Tazenda, ma in realtà da parte della Commissione ci fu solo l’ eliminazione di alcuni nomi da una “rosa” ristretta di candidati.

In realtà la Rai, una volta eliminata la canzone dalla gara, con il successivo trattamento “privilegiato” per la Bertè voluto da Baudo (doppia esecuzione con Ivana Spagna, più “Domenica In”, più i due premi: quello della Critica non consegnato a Mia Martini nell’ 82 e quello attribuito dal Comune di Sanremo alla carriera) non ha motivi di rivalsa o danneggiamenti sugli autori, giacché Avogadro e Radius firmarono il “bollettino” Siae dell’ 88 così come quello odierno. E’ facoltà di un autore cambiare il testo di una canzone, e ovviamente l’ interprete.

Sia come sia, “Musica e parole” sta vendendo nei negozi di dischi, sia come compilation ufficiale del Festival, sia come cd singolo ma anche come cofanetto “Bertilation” (2 cd più 2 dvd live da “Musicalmente”, anni 1980/84). “Furbata” o buonafede, commercialmente la canzone, peraltro bella ed emozionante, funziona. L’ album dell’ 88 di Ornella Ventura “Sesto senso” (otto brani con “firme” anche importanti come Corrado Castellari e gli stessi Ventura e De Piscopo) arrivò a circa 5mila copie.

“Si trattava di un’ operazione artistica molto particolare – ricorda Ornella – perché la copertina era disegnata dal maestro Salvatore Fiume, scomparso nel 1997, che era un mio grande amico e che volle farmi questo regalo. Inventammo anche una specie di “gratta e vinci”, perché ogni mille copie, se ricordo bene, si poteva vincere una litografia numerata del Maestro”.

Ornella Ventura è una bella signora poco più che cinquantenne, ex moglie dell’ imitatore Franco Rosi da cui, giovanissima, ha avuto due figlie ormai grandi. Di mestiere organizza eventi e fa la presentatrice, a lungo anche in televisione. A 16 anni è stata anche Miss Lombardia “con lo stesso manager di Pippo Baudo” e la carriera di cantante si è alternata a quella di mamma. “In realtà - precisa - adesso più che altro faccio la nonna. Ho due belle nipotine, Noemi di 7 anni e Carlotta di 13. Mia figlia Ambra abita di fianco a me con il marito calciatore. Una vita tranquilla insomma, anche se non rinuncio all’ attività di presentatrice che amo molto”.

E poi cosa è successo?

“E successo che mi è venuto un colpo quando ho visto e sentito la Berté che cantava la mia canzone! Ho chiamato subito Tullio, che è un amico di famiglia, e poi Gianna Tani, che tutti conoscono come responsabile del casting a Mediaset ma che mi conosce da tantissimi anni, e della quale mi fido ciecamente”.

De Piscopo commenta. “Mi sono quasi spaventato, perché Ornella gridava: “la Bertè, la Bertè! Accendi la televisione!”. Io stavo preparando la lezione di batteria del giorno dopo per i miei allievi. Accesa la tivù, effettivamente ho subito capito che la canzone era la stessa. Il ritornello “solo tu solo tu”, poi, sul disco l’ avevamo cantato io e Radius”.

Ricorda bene quel disco allora?

“Certamente! Era il periodo di “Andamento lento” e io andavo da una parte all’ altra come un forsennato per rispettare i vari impegni promozionali. Ricordo anche che affidai a Radius la realizzazione dell’ album nei periodi in cui ero assente”.

Lei quindi non pensa che si possa essere dimenticato?

“Mi sembra difficile. E poi: stessi autori e stessa Casa discografica… “.

Gianna Tani si è limitata a diffondere un’ agenzia Ansa in piena notte, unitamente alla versione mp3 della canzone originale (Ai discografici che si lamentano sempre: quante volte la canzone è stata registrata e mandata in onda in questi giorni? Qualcuno, magari la Rai, pagherà la Siae?) e come ringraziamento ha visto il suo sito Internet subissato di proteste, anche volgari, dei presunti superfan della Berté per aver scoperto la magagna. Perché il problema è anche questo: Lori non si tocca, poverina. La sua è una “specie protetta” che va tutelata in tutte le maniere. Non sappiamo se sia veramente un bene per lei, che a turno viene accudita da Renato Zero, Ron, Mario Lavezzi e, in questa circostanza, da Pippo Baudo, Ivana Spagna Santa e Martire e con lei il suo fidanzato e avvocato Ugo Cerruti.

“Mettiamo la mano sul fuoco sul fatto che Loredana non sapesse nulla”, dicono all’ unisono Ornella e Tullio, pronti anche a difenderla legalmente qualora, ma non sembra, ce ne fosse l’ opportunità. Siamo certi che finirà “all’ italiana”, insomma, con la Berté tutto sommato al centro dell’ attenzione e un bel po’ di dischi venduti. E, magari, nel 2028, una canzone intitolata “L’ ultima parola”, o “Musica e segreti”, verrà presentata al Festival numero 78, ovviamente sempre presentato da Pippo Baudo.

Bruno Marzi

Videograb da "Quelli che il calcio" Raidue