Pat Metheny intervista 2008 Il Gazzettino 2008

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Parola di Pat Metheny: "L' mp3 è un insulto alla musica. Tutti gli artisti di un certo spessore la pensano così. Fare un disco implica violare il mondo stesso del musicista, entrare in sintonia con la sua anima. Una riproduzione di bassa qualità della musica sarà forse comoda ma non è ragionevole. Non è tanto un discorso sulla pirateria, se qualcuno preferisce rovinarsi le orecchie. Quello che non capisco è perché la gente non chiede di più. Capisco invece che la qualità di un cd a 24 bit, che è comunque un compromesso rispetto alla dinamica del vinile, è un fatto ancora abbastanza inconsueto, e io stesso quando sono in tour "ripasso" il nuovo materiale dal computer portatile; ma tra poco tutti i dischi, anche quelli su Internet, potranno avere questa qualità".
 E' una maniera inconsueta ma decisamente personale - e calza a pennello il personaggio - per presentare il nuovo album "Day Trip", in uscita oggi per la Nonesuch/Warner, che ha anche rimasterizzato tutto il "catalogo" di Metheny. Trent' anni di carriera, Grammy come piovesse, milioni di dischi/cd venduti nel mondo con tantissime formazioni nonché molto ma molto amato in Italia, il chitarrista del Tennesse continua il suo lavoro "au contraire": album dopo il tour "con la band perfettamente collaudata" e giro successivo con una nuova band o con una formazione di grande rilievo, come fu di recente con il pianista Mehldau. Così dal 15 al 22 luglio 2008 Metheny sarà in tour italiano con il Gary Burton Quartet. E' confermato che la prima data, nell' àmbito di "Veneto Jazz", sarà appunto nella nostra regione, anche se il management non conferma la location di Pordenone. Per info "www.venetojazz.com".
 Burton - confessa Pat, solito look coi capelli "sparati" e l' abbronzatura che tradisce la recente vacanza ai Caraibi con i figli - è un vibrafonista incredibile. Non è solo tecnicamente perfetto, ma se senti venti volte lo stesso brano scopri venti sfumature differenti. Suonare con lui è sempre un piacere e una sfida positiva". Tornando a "Day Trip", in estrema sintesi, è il riassunto musicale dell' attuale spettro artistico di Metheny. I primi cinque brani sono puro jazz che di più non si può ("Nel secondo, "At Last You're Here", McBride e Sanchez fanno cose tecnicamente pregevoli. Sono due anime diverse il cui incontro è semplicemente esplosivo").
 Nei successivi quattro pezzi, prima della suite finale di nove minuti, Pat torna ad essere l' esploratore di mondi sonori in cui è difficile capire, per esempio, se la chitarra acustica di "Is This America? katrina2005" sia veramente legno e budello oppure (il suo sorriso è significativo) la solita alchimia elettronica che metaforizza il verosimile in reale.
 In tutto sono dieci brani appunto registrati, more solito, in due giorni a New York, nell' ottobre del 2005 in trio con il contrabbassista Christian McBride e il batterista Antonio Sanchez che per tre anni lo hanno accompagnto in giro per il mondo, con tantissimi show in Italia. "Ci siamo veramente ritagliati due giorni a New York per registrare - spiega - con session iniziate alle due di notte e pause minime. Avevamo già registrato il materiale live ma volevamo una resa più precisa ottenibile solo in studio".
 Bellissima la copertina di Josh George, "il figlio di un vecchio amico di mia madre. Ha 25 anni e vive a New York. La "striscia" in bianco e nero nel libretto l' ha disegnata durante un concerto... ". Attualità, infine. Conclude Metheny: "La canzone sull' uragano Katrina è dedicata a quel disastro nel Golfo del Messico e a quanto mi sono vergognato dei miei governanti. Gli americani però sono migliori di chi li rappresenta adesso. Obama o Hillary, credo che questa volta le probabilità di vederli alla Casa Bianca siano molte. Magari assieme!".
Bruno Marzi