Pino Daniele live a Vigevano Il Gazzettino 1999

Vigevano(Pv)
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Pino Daniele come Er Piotta? Il look sfoggiato in palcoscenico è quello: t-shirt con calzoncino al ginocchio, scerpe da ginnastica e calzino d' ordinanza, con l' immancabile cappellino bianco di foggia araba. Quando inizia la musica, però, il massiccio musicista napoletano si trasforma in libellula, e il suono trascende dalla forma, per porre in evidenza il puro contenuto. La sognante  "Soldato dell' universo" trascina l' attento pubblico del Castello Visconteo, più di 6mila persone, in un "groove" abbastanza nuovo per chi conosca l' iconografia del cantautore di "'Na tazzurella 'e cafè", ma anche di più recenti "pop song" di grande successo. Il pubblico, anche quello più legato al Daniele "commerciale", ha gradito l' esperimento oltre le più rosse previsioni.
 Una manciata di apparizioni, compresa quelle, breve, a "Monza rock" serve di rodaggio a Pino Daniele e alla sua band, in vista del corposo tour autunnale, che inizierà il 20 settembre dal palasport di Viterbo, sfiorando il Triveneto con le date di Modena, il 22 al Festival nazionale de' L' Unità, Milano, il 4 ottobre al Filaforum, per chiudere a Montichiari (Bs) il 18. Rispetto a quanto ascoltato l' altra sera a Vigevano, si tratterà di uno show più bilaciato nella "scaletta", che comprenderà una quota maggiore di vecchi successi, rispetto alla recente produzione. perchè, a ben vedere, il micro-tour estivo è stato a tutti gli effetti un esperimento artistico.
 La band, innanzitutto, è decisamente orientata verso un  suono "fusion", memore della convivenza di Pino con Pat Metheny nei passati tour. La vena jazz è rappresentata dalla pianista romana Rita Marcotulli, così come quella "trasversale" vede nella ritmica di Lele Melotti alla batteria e Jimmy Earl al basso, con Hassam Ramzy alle percussioni, un treno quasi funky di gusto americano. Fabio Massimo Colasanti coadiuva il leader con una chitarra "di raccordo" molto efficace, mentre di classe assoluta sono i cori di Emanuele Cortesi e Giulia "Combo" Fasolino. Il leader è, come si dice, "in voce" e più preciso del solito con la chitarra, a cui dà molto spazio. La "scaletta", che comprende ben 21 brani, per oltre due ore di show, è basata sulla nuova produzione, con ampi spazi allo strumentalismo e momenti trascinanti che ricordano certe cose raffinate di Santana.
 Dopo "Soldato dell' universo" ecco appunto "Stella cometa", "Un deserto di favole", "Fumo nero", "Se domani pioverà" e "Ladro d' amore". "La musica deve dare emozioni", commenta Pino dal palco. "Napule è", però, è il primo brano che permette al pubblico di sfogarsi nel rito del "coro collettivo". Seguono "Quando", "Dubbi non ho", "Sì forever", la bella "Resta cu' me", l' attuale hit "Amore senza fine" e "Amici come prima". Un Pino Daniele "piacione", insomma: meno "orso" del solito e accondiscendente nella dimensione del concerto. Arivva "Neve al sole", "Io per lei" e "Che male c'è" (altri cori). Il finale è per "Cosa penserai di me", "Bambina", "La mia emozione più forte", la divertente "Senza peccato" e la dissacrante "Che Dio ti benedica". Tutti in vacanza, o quasi, fino all' appuntamento con il Festivalbar, il 4 settembre in Arena.
Bruno Marzi