Pino Mango tour 2004 Musica e Dischi 2004

Gli artisti fanno sempre gli scongiuri, e Pino Mango, uomo del Sud con rigore mitteleuropeo e talento levantino, non fa certamente eccezione. E' un fatto però che sia per lui, a poco meno di trent' anni di carriera, sia per per il suo entourage è giusto sottolineare che l' anno che va a terminare sia stato un prodigo di soddisfazioni. Come festeggiare allora se non con un tour in teatri e palasport che  continui a suon di "tutto esaurito" quello estivo? Partita il 12 novembre da Varese e in fieri sino a fine dicembre, la seconda tranche del "Ti porto in Africa Tour" da un lato rispecchia gran parte della "scaletta" estiva, con qualche aggiunta e un paio di estemporanee "uscite" al pianoforte per il 48enne cantante e autore di Lagonegro dalla voce unica; dall'altra però si intuisce uno spirito nuovo, una rinnovata - se ce ne fosse bisogno - energia scaturita da una serie di positive concause, anche extramusicali. Sul lato privato, poco più di un mese fa Pino ha sposato Laura Valente, sua compagna da vent' anni e madre di due splendidi bambini. La stessa ex solista dei Matìa Bazar, cantautrice a sua volta, potrebbe in tempi brevi tornare in attività permanente effettiva. Poi abbiamo scoperto il Mango poeta (non che la canzone spesso non sia poesia a tutto diritto) pubblicare "Nel malamente Mondo non ti trovo" con cinquantaquattro poesie e, appunto, tre testi tratti dal nuovo cd "Ti porto in Africa". Per presentare il libro nei luoghi deputati Mango "sdoppia" idealmente l' attuale tournée, e trova il tempo per incontrare i lettori in libreria: un giro iniziato a fine ottobre con ultimi appuntamenti il 26 novembre a Bologna e l' 8 dicembre a Trieste nelle librerie Pendragon. E la musica contemporanea, con lo "strumento voce" utilizzato al servizio della musica "seria"? E' lui stesso che racconta: "Il 27 giugno ho cantato alla "Concertgebouw di Amsterdam", ospite dell' Atlas Ensemble che eseguiva un' opera del compositore padovano Stefano Bellon. Ero tesissimo, ma alla fine ho ricevuto dieci minuti di applausi. E' difficile da spiegare, ma è qualcosa che ti prende dentro... Adesso Bellon sta scrivendo una nuova opera apposta per me". Il concerto "pop" però non è certo da meno in quanto ad emozione e coinvolgimento del pubblico. La band, eccellente, è guidata dal tastierista e direttore artistico (nonché coproduttore discografico di Pino) Rocco Petruzzi, che suona tastiere Yamaha Motif E56,Oberheim MC2000,Access Virus KC. (Outboards: Proteus 2000, Mixer 01/V, Lexicon PCM70, Roland SuperJV, Emulator 4  E64, ADAT, Motu 828, Mac - Power Book G4). Gli altri sono Graziano Accinni (chitarre De Fraia MD1 guitar synth, Godin LGX-SA guitar synth, Godin Acousticaster, Steinberger EMG Pickup Black, Steinberger EMG Wood. Roland VG88 virtual guitar synth. Pedal Board: Vol. ErnieBall-grand control pro. Rack FX Intellifex-M.One e G.Force "TC electronic". Filter pro e Pod pro " line 6" Digitech Valve FX. GCX Looper: Digital Music Corporation), Nello Giudice al basso (Furlanetto B5, Frudua Real Bass 5 strings. Ampli: Dark Bass Testata S450. Cabinet Travaler 104, DBX 160 XT Compressor  55), Giancarlo Ippolito alla batteria e percussioni (Piatti UFIP HH1 Bionic series 15", HH2 Natural series 12", Crash Class Series 15/16/18, Ride Experience Medium, Splash 6. Batteria: DRUM DW SATIN OIL. Acoustic Set: BD 22", toms 12"/14"/16", Snares Ludwig Supraphonic, Tama 10" B. Bruford. Electronic set: Yamaha DTXreme IIS,Triggers BD/SN D.Drum), Carlo De Bei, chitarre (Fender Telecaster, Fender Stratocaster, Gibson Les Paul studio P90, Hofner Arch-top  1964, Acustica Cort SJ50. Ampli: VOX AC 30. Pedali : Wah Wah  Crybaby Hendrix. Overdrive Boss, Blues driver Marshall,Tube Screamer Ibanez e 2 Modulation Delay Ibanez). Ai cori Rosa Lembo, Simona Spadaccia e Delio Caporale. Sobria la coreografia (con un fondale metallico cangiante e proiezioni di immagini) e teatrali le luci (un gioco di chiaroscuri) lo show inizia con "Francesco", "Sabbia e nuvole" e "Lei verrà" per terminare quasi due ore dopo con i bis di "Australia", "Sentirti", "Oro" e, giustamente, "Ti porto in Africa". Ventitré brani in tutto ma, se proprio il pubblico insiste solo un po' di più...
Bruno Marzi