Ramazzottimista a chi?

Ho sempre avuto un debole per Erose, che frequento e conosco da un attimo dopo il suo esordio a Castrocaro nell'81, e cioè da quando sbarcò nel febbraio del 1984 a Sanremo "ventino"  sbarbatissimo e ruspante, ma già riconoscibile a un occhio esperto per originalità e talento. Anche se per lungo tempo gli ho sempre malcelato quell' uso eccessivo della "nasalità" nel cantare. Ma la Storia gli ha dato ampiamente ragione. Gli stetti vicino - con le parole scritte su carta ovviamente - anche quando venne raggirato da chi gli faceva i conti, trovandosi così in una situazione difficile, ovviamente superata cento volte... Così come una bella persona è stata per molti anni (e fino alla morte) il suo produttore e amico Roberto Galanti della DDD, la sua prima Casa discografica. Ho in archivio, da allora, ogni tournée e su di lui ho letteralmente scritto decine di articoli. Insomma, lo reputo un po' di famiglia. E così sono rimasto molto male quando ho saputo che, per questo nuovo tour mondiale di "Vita ce n'è" che andrà avanti fino a dicembre qualcuno ha deciso di - nei fatti - impedire ai fotografi professionisti, me compreso, di fare il proprio lavoro decentemente. Passi la mancanza di accrediti a Mantova per la "data zero", e poi l' attesa dopo una serie di show sold out in Germania, dove è amatissimo. Ma ecco che tornato in Italia (prima a Torino e poi per quattro show al Forum di Assago. una "botta" da quasi cinquantamila persone in totale) io e i colleghi ci siamo detti: "Andiàm, andiàm, andiamo a lavorar... " (libertà poetica: loro non canticchiano e al posto dei picconi abbiamo le altrettanto pesanti borse con il materiale). La sorpresa però è che le foto - solo due brani - si fanno dal mixer (in realtà all' altezza del mixer ma in mezzo al pubblico... ) ed è la prima volta in assoluto in trentacinque anni di spettacoli piccoli e grandi del buon Eros. Non solo: il primo brano, il nuovo "Vita ce n'è", è molto buio e lui canta dietro ad un telo semitrasparente per proiezioni per creare un effetto tridimensionale alle immagini di tratto ecologista, con la spirale dell' albero della vita, gigantesche balene e quant'altro. Il secondo, "Per il resto tutto bene", è "normale" ma sempre molto buio (siamo a cinquanta metri dal palco... ) e il Nostro porta un giaccone a frange nero - stile motociclista falso povero.. - che poi si toglierà a metà brano, lasciando il posto alla celeberrima maglietta nera... Un incubo, insomma, facilmente superabile lavorando vicino al palco, come di norma. State comunque tranquilli, perché di foto migliori in giro ce ne sono. Sono quelle che la Produzione fa fare a un loro fotografo e che poi vengono quasi sempre regalate ai giornali. Alla faccia del bicarbonato di sodio, come diceva il grande Toto'. Caro Erose - lo chiamerò sempre così... - spero che qualcuno ti faccia presente la situazione, perché la brutta figura la fa sempre l' artista e non chi trama nell' ombra... Anche ieri sera hai fatto la tua porca bella figura, sicuro sul palco, come sempre chitarrista "svalvolato" di talento e personaggio a tutto tondo. E amatissimo in tutto il Mondo. E' un vero peccato che un business sempre più miope e irrispettoso del lavoro altrui (ma di esempi ne abbiamo tanti: Baglioni tra i tanti) rovini l'immagine costruita in decenni da artisti di talento. Lo so: i fan non se ne accorgono, per ora. Ma se continuano a vedere sui giornali foto di m.....