Recensioni libri Origin di Dan Brown Mondadori

Dan Brown Origin (Mondadori)

Per l’ ennesima puntata della saga multimilionaria (in dollari) del professor Robert Langdon (nella realtà si chiama John ed è professore di tipografia, specializzato in ambigrammi: le parole che si leggono uguali da entrambi i lati) la parte di fantasia è quasi inesistente e l’ autore, così come il personaggio, opera senza trucco e senza inganni. Lo ha dichiarato Dan Brown in fase di presentazione di “Origin”, il suo settimo libro, quinto della saga sul professore di Harvard esperto in simbologia religiosa. Tutto quello di cui si parla, insomma, o è vero o è verosimile, perché legato a luoghi e simbologie reali. E anche le tecnologie (computer quantici e via dicendo) sono già reali e in via di sviluppo. E qui cominciano i problemi. Personalmente (ma la prova contraria sarà quando finirò il mio primo libro di fantascienza e mi diranno che fa schifo) credo che la verosimiglianza sia interessante, ma poco pruriginosa. Dei sette libri di Dan Brown, questo mi sembra il meno riuscito. Lo dico a livelli comunque molto alti. Non è un cinque meno meno. Se gli altri erano tra il sette e l’ otto, questo è più sul sette meno meno. La curiosità che attizza il lettore, e che non svelerò per ovvii motivi (anche se il libro è fuori da mesi anche in Italia) è programmata anche attraverso una efficace campagna di advertising, del tipo “finalmente verrà svelato il mistero della Vita”. Chi siamo, da dove veniamo, dove andiamo: quella roba lì insomma. Religione sì religione no. Ed è per questo tipo di aspettativa che alla fine si rimane un po’ all’ asciutto. Teatralmente parlando, non arriva il deus ex machina che risolve il tutto con una genialata. Il percorso di avvicinamento passa come sempre attraverso un delitto e un mistero. Ci sono tanti cattivi e pochi buoni, e un, diciamo così, “collaboratore virtuale” che avrà una curiosa esegesi. L’ azione si svolge in Spagna, dopo due libri, e film, prettamente italiani, e il celebre “Codice Da Vinci” che parte dal Louvre. Barcellona, il fascino arcano dell’ architetto Gaudì e una famiglia reale spagnola che si rivelerà una sorpresa che manco la regina Elisabetta con figli e nipoti. Personalmente, ho capito quasi tutto circa a pagina 400 delle 550 del libro. Quasi tutto, perché quella tresca finale… Mah.

Bruno Marzi