Renato Zero intervista Gioia 1998

<Ahò, potete dimme tutto, ma quando salgo sul palcoscenico me dovete lassà sta’!>, proclama Renato Zero a chi gli ricorda di “Fonòpoli”, il suo progetto di Città della Musica alle porte di Roma, e delle mille altre avventure in cui si tuffa con grande entusiasmo, ultima in ordine di tempo la prossima pubblicazione di un cd di “inediti” del cantautore Ivan Graziani, scomparso prematuramente l’ anno scorso. Ecco allora che, complice l’ uscita del nuovo album “Amore dopo amore”, disco molto internazionale nei suoni e ricco di spunti polemici (“L’ italiana”) e affettivi (“Pericolosamente amici” per Mia Martini con tanta tenerezza) Renato Zero, iniziata con grande successo una lunga tournée nei palasport italiani, ha dovuto bruscamente interromperla per la disavventura accaduta al concerto di Verona: una traumatica caduta con doppia frattura tibia-perone. Augurando una prontissima ripresa al bravo artista romano, spiace anche per i tanti “sorcini” in attesa di vedere all’ opera il loro beniamino. Il tutto, ovviamente, verrà rimandato di alcuni mesi. Ecco allora che Renato Fiacchini, così fa all’ anagrafe, si rituffa nel progetto di una “città della musica” alle porte di Roma.
Allora, Renato: si lavora per Fonòpoli?
<Sì, se non fosse che devo trovare 18, 20 miliardi per realizzare il progetto, che sarà operativo su un’ area di proprietà dell’ Alitalia, che ringrazio per la collaborazione. Con il grande lavoro pratico svolto dall’ architetto Valle, a giugno avremo i piani definitivi di realizzazione. Se tutto andrà per il verso giusto, a dicembre del 1999 inaugureremo con una grande festa di musica e amicizia!>.
Oggi lei è un esempio di come, volendolo, si possa fare molto per i giovani. Che fine ha fatto l’ eroe trasgressivo del “Triangolo”?
<Nelle canzoni esiste sempre, anche in quelle del nuovo cd, dove tocco molti temi generali sì, ma anche di vita quotidiana. Per il resto, io vivo di bigliardini, della passione per i trenini elettrici e di amicizia. Io ho il “virus” dell’ amicizia! Era fatto così anche mio padre, che faceva l’ acquaiolo e aiutava tutti e a cui tutti volevano bene>.
A proposito di sentimenti, si sono lette tante cose su lei e Loredana Bertè ai “ferri corti”. Siete sempre amici?
<Qualcuno ha detto che i veri amici non si scelgono... Loredana è sempre nel mio cuore. Ci siamo visti a Milano il mese scorso, e abbiamo anche parlato di lavoro... >.
E’ così difficile essere un’ artista in Italia?
<Nel nostro bellissimo Paese è difficile fare molte cose. Loredana è una vera artista, e quindi fatica a ritrovarsi. Lo era anche Mimì, sua sorella Mia Martini... Ho sempre trovato frettolosa la sua cremazione dopo la morte>.
Pensa che la sua scomparsa sia ancora un mistero?
<Si è cercato di farla passare per quello che non era... Lei prendeva medicinali per una fibrosi che le dava dolore e che non voleva farsi operare per paura. I medicinali le davano sbalzi di pressione. Il giorno successivo alla sua morte avrebbe dovuto iniziare la tournée. L’ hanno ritrovata con ancora addosso le cuffiette del walkman per provare le canzoni e accanto al telefono per chiedere aiuto. Le sembra che si tratti di un suicidio?>.
BRUNO MARZI