Romeo e Giulietta di Zeffirelli ha cinquant'anni ma su Sky restaurato brilla sempre di luce propria

Un po' di attualità. Molti dei protagonisti di allora sono vivi e vegeti. Franco Zeffirelli a febbraio compirà 95 anni. Masolino d' Amico, 79, fu lo sceneggiatore con Franco Brusati. I due protagonisti Olivia Hussey e Leonard Whiting, molto giovanili, parlano volentieri e con una serie di ricordi personali di quell' avventura che li ha resi eterni. Ci ha lasciato Nino Rota, autore delle musiche e di quella canzone cantata alla festa da Bruno Filippini ("Sabato sera" a Sanremo) in inglese e poi in italiano con il testo di Elsa Morante. E poi i costumi di Danilo Donati e la fotografia di Pasqualino De Santis, entrambi premiati con l' Oscar.. E l' ambientazione a Villa Piccolomini a Pienza rimasta immutata nei secoli, e la voce narrante di Vittorio Gassman, e quelle dei protagonisti doppiati da Giancarlo Giannini e Anna Maria Guarnieri (ma Mercuzio era Giorgio Albertazzi). Uno stato di grazia assoluto insomma che ha compiuto in questo 2018 cinquant' anni dall' uscita, e che Sky sta mandando in onda in un' ottima versione restaurata. Ci ho pensato un attimo, sull' opportunità di questa citazione, ma parlarne nel 2068 per il centenario mi sembrava eccessivo, comunque augurando a tutti di esserci per i festeggiamenti. Occorre che vada un po' sul personale. Da bambino e da ragazzino ho sempre amato molto tre cose: lo sport, la musica e il cinema, che poi mi ha portato alla lettura se non compulsiva comunque molto applicata. Il film di Zeffirelli ne aggiunse una quarta più prosaica: il fascino delle donne. Per dirla in termini aulici. Insomma, andavo tanto al cinema, e i "classici" dell' epoca li ho visti tutti (si andava al primo pomeriggio, spesso da soli) anche superbi mattoni come il Dottor Zivago di David Lean. Quel vigliacco di Zeffirelli cosa fa? Mette una popputa e adorabile anglo-argentina (la proto Belén, insomma, ma con una bella testa) sedicenne, quasi diciassette, in Cinemascope, anche con un seno intravisto nella famosa notte d' amore. E il quattordicenne in questione a quel punto rafforza le sue aspirazioni sessuali assolutamente etero, e si innamora un po' della bella Olivia. Consola allora vederla, sessantottenne, recentemente in alcune interviste assieme a Whiting (anche lui giovanile ma meno interessante) ostentando zero lifting e una bellezza appena sciupata dalle rughe (ha poi un marito rocchettaro e una figlia bellissima) parlare di quel film e di quel tempo come se fosse ieri; ricordare i mesi di provini, i corsi di dizione (specialmente Leonard, un po' cockney) e quella volta che, pressoché sconosciuti, malgrado entrambi avessero già una solida carriera professionale a teatro, andarono assieme in una sala di Londra a vedere "La bisbetica domata" - sempre Shakespeare - di Zeffirelli con Burton e la Taylor, tanto per farsi un' idea e terrorizzarsi... Le interviste di ieri e oggi sono facili ricerche su Youtube, ma in home page trovate le due migliori. Pochi sanno invece che tutto nacque da un allestimento di "Romeo e Giulietta" che un giovane Zeffirelli fece all' Old Vic theatre di Londra nel 1959, che ebbe successo malgrado i timori dell' amico Luchino Visconti nell' accettare una pericolosa sfida nella patria del Bardo. Insomma, vi ho raccontato un po' di cose che spero vi incuriosiscano. Ho pensato anche a un finale alternativo, visto che Shakespeare è un noto "porta sfiga", in cui i due si sposano e fanno sei o sette figli. Lei ovviamente morirà di vecchiaia a 35 anni, e lui poco dopo avvelenato dai funghi o infilzato in battaglia da uno meno distratto di Tebaldo. E comunque, vi immaginate i pranzi di festa metà dai Capuleti e metà dai Montecchi? Altro che parenti serpenti... Detto questo, il film è un capolavoro assoluto e un coacervo di genialità. Consigliato ai quattordicenni...