Rosario Fiorello e la Carrà a Sanremo? Il Gazzettino 2000

Milano
NOSTRO SERVIZIO
Con tutta probabilità, sarà il maestro  Magro, giovane arbitro internazionale di Udine, il nuovo supervisore delle Nazionali italiane di scherma. Anche se non ufficializzata, la decisione è stata presa giovedì mattina, nel corso di una riunione tenutasi in gran segreto a Padova. E' la città dell' avvocato Di Blasi, neoeletto presidente delle Fis, dopo aver sconfitto un grande campione del recente passato, il torinese Nicola Granieri. A Mestre, invece, tiene banco Mauro Numa, ex olimpionico di fioretto e consigliere federale.
 La scherma italiana vive un momento di grave crisi a livello d'immagine. Anche se i risultati continuano ad arrivare (ultima in ordine di tempo la padovana Francesca Bortolozzi, prima in Coppa del Mondo a Como) il carisma della Federazione vacilla, all'indomani della chiusura del ciclo di Nostini, eletto presidente onorario del Coni. La scherma non ha pubblico, immagine e sponsor, malgrado si tratti di uno sport bellissimo, e fondamentale per il "medagliere" olimpico.
 Il nuovo organigramma federale, che porterà alle olimpiadi di Atlanta '96, "scippate" poco elegantemente ad Attilio Fini, uomo-simbolo della scherma italiana nel mondo, comprenderà dei responsabili per le singole armi; nome sicuro è quello di Gianni Muzio per la spada. Attilio Fini, bolognese di 64 anni, con un palmarés di 454 medaglie vinte, tra titoli mondiali e olimpici, frena con signorilità lo sdegno per il "benservito" ricevuto all'improvviso.
 "Mi hanno comunicato che, a partire dal 31 luglio, dopo i prossimi Mondiali, pensano di chiudere il rapporto di lavoro che ho dal 1972. A meno di ripensamenti, o di una dignitosa alternativa, me ne andrò a fare il Cincinnato, a coltivare i miei pomodori!". Impensabile. Perché non fare come Trapattoni, e ricominciare con una Nazionale estera di prestigio? "Me l'hanno chiesto più volte, in passato - ribatte con orgoglio - ma ho sempre rifiutato. Sarebbe un'esperienza interessante, se fosse solo al servizio di uno sport che amo moltissimo. Non ce la farei, però, a dare consigli per battere gente come Borella, Cerioni, Randazzo, o le ragazze del fioretto. Non posso farci niente: sono un professionista romantico... ".
 Partito Fini, cosa conterà l'Italia a livello di Federazione internazionale? "Per le olimpiadi possiamo contare su quanto già costruito. Come Federazione, invece, ben poco. D'altronde, è un problema che ci trasciniamo da anni. A livello decisionale non abbiamo peso, e non partecipiamo alle "commissioni" che fanno le nuove regole. E pensare che con Di Blasi vado d'accordo, ma sono altri i "burattinai". Ecco, forse mi piacerebbe rappresentare la Fis a livello mondiale. Sarebbe l'unica maniera, per certa gente, di salvare la faccia nei miei confronti‡. I suoi "ragazzi", quelli di oggi e di ieri, hanno già manifestato solidarietà. Un  dirigente milanese va oltre: "Con Fini accanto, i nostri partivano sempre con una "stoccata" di vantaggio... ".
Bruno Marzi