Se ne va anche zio Charles e il ricordo di un bianco e nero che sembrava a colori

Una bella età, come si dice con consumata assenza di commento. Ma i 94 anni di Charles Aznavour ci sono sempre sembrati fasulli. Ricordando il bianco e nero della tivù del sabato sera, e le sue tristezze su Venezia, un appuntamento a Verona e un gioco a tre ("Io tra di voi") si pensava che il cantante e politico e ambasciatore umanitario franco-armeno (real name Chahnourh Varinag Aznavourian. Mica bruscolini... ) in realtà avesse le rughe già a trent'anni, miracolosamente immutate nel tempo, con quel viso tagliente e intelligente, che sembrava quello di un "italiano vero". E lui era italiano in Italia, francese in Francia, americano in America, e cittadino del Mondo in generale, con attenzione particolare per la genìa armena, di quella parte del globo antichissima, culla della vita e della civiltà. Cantava in tutte le lingue, un po' come il più giovane Julio "ansimo" Iglesias. Non li fanno più così. Ergo, sempre come si dice, la morte di Aznavour oggi a Parigi lo ha "colto da vivo".