Strike miniserie Bbc One di J.K. Rowling Recensione

 Quando Peppone vinse dieci milioni al Totocalcio, cifra folle negli anni Cinquanta, Don Camillo lo scoprì subito svelando l’ anagramma Pepito Sbazzeguti, cioè Giuseppe Bottazzi. “Gratta il Pepito e troverai il Pepone!”, decretò il grande Fernandel con licenza lessicale. Per l’ ottima serie “Strike” – solo sette episodi in tre anni, ma è stata rinnovata – se “gratti” l’ autore dei libri, Robert Galbraith, troverai la celeberrima J.K. Rowling, che ovviamente avendo una certa liquidità grazie ai Maghetti, ha anche co-prodotto questo “crime” atipico. I due protagonisti assoluti sono l’investigatore privato Cormoran Strike (il bravissimo e diversamente piacione Tom Burke. Esordì nei due blockbuster “Dragonheart”) e la sua casuale ma intuitiva collaboratrice Robin Ellacott (Holliday Grainger aka Lucrezia Borgia nella serie “I Borgia”. Bella, vero?). Le storie, solitamente, vanno a coppie di episodi, e sono molto dark. D’altronde, lo stesso personaggio cucito bene addosso a Burke (lo zio era il compianto Alan Rickman, che Maghettopoli conosceva bene) è singolare. Strike è il figlio di una rockstar di mezza età molto famoso e sempre in tour, ma che non si vede mai. La madre, una nota e bellissima modella groupie, è morta quando era ragazzino davanti ai suoi occhi; ufficialmente per una overdose ma forse assassinata. Il nome Cormoran evidentemente è venuto fuori in un momento di scarsa lucidità. Il ragazzino però è venuto su benissimo. Studia a Oxford (o Cambridge? Uno dei due) con gran profitto ma decide di smettere e arruolarsi nelle forze speciali dell’ Esercito, dove fa anche “intelligence”. Perde la gamba sinistra sotto il ginocchio e dopo il congedo diventa detective e poi investigatore. Molto autoironico quando insegue i “cattivi” saltellando sulla protesi, che regolarmente gli fa un male cane. Robin è segretamente innamorata di lui, che è un vero gentleman e quindi lei fraintende e si tiene un fidanzato non cattivo ma piuttosto palloso. Molto intuitiva, dicevo, sarà di grande aiuto nella risoluzione dei casi, a volte rischiando anche l’incolumità personale. L’ ambiente molto british, la musica, l’originalità dei personaggi e le storie ben scritte, il tutto fa venire voglia di guardare “Strike” anche in inglese sottotitolato, nella speranza che arrivi in Italia da qualche parte. Non solo. Credo che leggerò i libri, malgrado non abbia mai sfogliato un Harry Potter che sia uno.