Tokio Hotel live 2010 testo per libro fotografico

Uno show da tre milioni di euro. E si vedono tutti! L’ “Welcome to Humanoid City Tour 2010” è sfarzoso, innovativo pur nella tradizione dei grandi spettacoli del passato, e pensiamo per esempio ai Queen di “Radio Ga-Ga”, e abbastanza “tedesco” da riprendere quella “Metropolis” di Fritz Lang appunto già citata dalla band di Freddy Mercury. I Tokio Hotel ci aggiungono la loro gioventù, una certa ambiziosa sfacciataggine e un rapporto bellissimo con le loro fans. E così è nata l’ idea di registrare il dvd “live” proprio al Forum di Assago – Milano, Italia – che vide il loro primo, grande successo al di fuori della natìa Germania nel 2007. Trentadue date in cinquantatré giorni sono un bel ritmo, specialmente se arrivano dopo la – ormai dimenticata – malattia alle corde vocali di Bill, che fece rinviare anche le date italiane dell’ anno scorso, recentemente recuperate brillantemente. E il ragazzo di Madgeburgo, con il fratello Tom allla chitarra e i vecchi amici Georg al basso e Gustav alla batteria (assieme dai tempi della scuola) ci dà dentro al meglio, alla ricerca anche di una diversa dimensione musicale, di un “passo in avanti” che non li faccia considerare solo la miglior band giovanile del momento ma un gruppo di musicisti con la voglia di crescere. Ecco che nelle diciannove canzoni dello show, che inizia con “Noise” (Bill esce da una sfera argentata) e “Human Connect to Human”, fino al bis di “Forever Now”, si sente la ricerca di un sound molto “british” anni Settanta (pensiamo ai T-Rex di Marc Bolan) unito all’ aspetto visivo dello show quasi alieno, grazie alla bella e cangiante coreografia digitale e ai costumi di scena di Bill (“Straordinari ma faticosi al punto di fare fatica a piegarmi”, ha dichiarato) creati dai fratelli gemelli (le coincidenze… ) Dean e Dan Caten di “Dsquared2”. Bill appare sì come un alieno (pensiamo alle tute di sopravvivenza del film “Dune”) ma un po’ anche come il Batman del Cinema. Un connubio eccitante, riproposto nei vari cambi d’ abito dello show. Il nuovo taglio di capelli poi gli dà un’ aria più, appunto, aliena. Il commento degli altri Tre è stato lapidario: “A noi del look non frega niente. Lui deve farlo. Poveretto: che fatica!”.

B.M.