Tori Amos live Milano Il Gazzettino 1994

Milano
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L'altra sera al teatro Nazionale, ieri sera a Roma, vantando due "tutto esaurito", Tori Amos, giovanissima cantautrice statunitense del North Carolina, ha emozionato e convinto. Due album all'attivo, "Little earthquake" e il recente e vendutissimo "Under the pink", Tori ha riempito di sè e dei suoi capelli rossi l'anima attenta di un pubblico competente, in mezzo al quale abbiamo riconosciuto Laura Valente (la bella voce dei Matìa Bazar) e Mango (uscirà a giorni il nuovo, bellissimo album).
 Tori Amos è la più fulgida esponente della "new wave" pop-romantica. L'ultimo numero di "Q", la più famosa e accreditata rivista musicale inglese, ha in copertina Tori, P.J. Harvey e Bjork; ovvero le belle e brave. Messe a confronto, le tre ragazze si dimostrano forti e indipendenti, originali e spontanee. In realtà, Tori Amos, musicalmente, non nasce sotto un cavolo. Come dice durante lo show, "Sono il risultato dei "gridolini" di Robert Plant dei Led Zeppelin e dei "salmi" cantati di papà, pastore protestante!".
 A noi, però, Tori ricorda tantissimo un'altra "rossa" famosa, anche se più anziana e inglese: Kate Bush. Corsi e ricorsi, comunque, non ci impediscono di considerare la Amos un "piccolo miracolo", in cui qualche critico ha visto anche l'aplomb di una nuova Joni Mitchell.
 Buio in sala. Sola in scena, davanti al piano "grancoda", Tori si pone fisicamente in contrasto con esso; come se il predellino scottasse, e non si trattasse un uno spettacolo sostanzialmente "soft", ma di Keith Emerson alle prese con il suo Hammond. Il suono, però, è fatto di chiaroscuri, di silenzi, di note centellinate, di "salti" armonici della voce. C'è tecnica e cuore, ma anche sesso nello show di Tori: nel modo di proporsi, di muoversi, di ammiccare al pubblico. Ad un certo punto, tra luci rosse  e blu, si toglie le scarpe, canta "a capella", si appoggia al piano.
 Tutto perfetto? No. Lo spettacolo, alla lunga, risulta noioso e ripetitivo. Tori si presenta in maniera troppo "soft-oriented". I testi delle canzoni, sempre didascalmente amorosi, si perdono un po' negli arzigogoli vocali. I brani, a ben sentire, si assomigliano tra loro. Anche se il Mondo ha già decretato il successo di Tori, noi aspettiamo "la rossa" ad una prova d'appello, magari con la band e un repertorio più ricco.
Bruno Marzi