Tribalistas live! Finalmente la gioiosa macchina musicale di Monte, Brown, Antunes and Friends

Il Brasile ci regala un quasi dittatore alle elezioni politiche (si vedrà... ) ma l' enorme Paese sudamericano sembra quasi darsene poco peso, e con una "scrollatina" torna alle cose serie: la musica e i sentimenti. Dopo quindici anni da "Jà Sei Namorar" la superband dei Tribalistas torna con un album, omonimo, nel 2017 e poi alla fine della scorsa estate si imbarca in un tour mondiale di non molte, ma selezionatissime, date. In Italia Milano l'8 novembre e Roma l' 11. Ieri sera agli Arcimboldi hanno divertito il numeroso pubblico con una performance gioiosa e musicalmente ricchissima di colori e ritmi, ma anche con la dolente elencazione, specialmente tramite immagini sul videowall, dei problemi del Mondo e del loro Paese. Un cahier des doléances sfogliato ad ogni canzone, ma allo stesso tempo propositivo, di denuncia con lo sguardo verso il futuro. Una promessa di futuro che da sempre vede protagonista il Brasile delle mille rivoluzioni, dei film-messaggio di Terry Gilliam, dei grandi poeti e dei concorsi di bellezza, dove le miss litigano accusandosi di avere il sedere siliconato. Una specie di sacrilegio. E del Samba, e del calcio, of course. Ecco allora l' iconica bellezza di Marisa Monte (che dovrebbe pronunciarsi Monchi in portoghese) che sfoggia i suoi 51 anni, la marea di percussioni atipiche di Carlinhos Brown, la clownerie di Amaldo Antunes. E gli splendidi musicisti che li accompagnano. Tutto da gustare nelle ottanta immagini che sto inserendo in archivio. Ecco, una volta di più forse a parlare bene è meglio che siano le immagini. E per chi c'era una bella a lunga festa, a cui perdoniamo sia le signore che durante lo show si alzavano e andavano sotto palco per farsi un selfie e le maschere del teatro che agli Arcimboldi sembrano specializzate nel disturbare il lavoro dei fotografi, sempre mal tollerati. E' l' Italia che va...