Tricarico intervista Sanremo 2008 Il Gazzettino 2008

Milano
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"Ci sto pensando", risponde Francesco Tricarico ai giornalisti. Parla a bassa voce, ha i suoi ritmi nelle risposte e, cosa rara di questi tempi, ci tiene a sottolineare che quel che dice è frutto delle facoltà superiori dell' homo sapiens, e non il brutto teatrino che anima la Società di oggi e i suoi protagonisti. E' lo spirito surrealmente concreto di "Vita tranquilla" ("Comprenderemo le rivoluzioni tecnologiche degli ultimi sessant' anni, e le assimileremo, forse tra trecento anni") la canzone che porta al Festival e che preannuncia la contemporanea uscita del nuovo album "Giglio", "inteso come amore più che come purezza". E' l' inusuale ritmo della conferenza stampa ristretta che l' artista ha voluto tenere prima di approdare a Sanremo. Così come successe, magari con maggiore timidezza e preconcetti, nel 2001 nella sede di un' altra Casa discografica, che poi non seppe valorizzarlo.
 Sette anni fa fu l' exploit di "Io sono Francesco" (la frase "puttana la maestra") e poi quasi più nulla. "Ho scritto. Musica. Parole e canzoni. E poi è ripartito tutto", commenta. Grazie anche a Celentano che ha cantato la sua "La situazione non è buona" ("Mi ha fatto estremamente piacere. E' un grande artista") all' attenzione della manager Adele Di Palma e, va detto, al coraggio di Pippo Baudo che, va bene seguire le mode però nel caso di Tricarico si è permesso un doppio salto mortale. "Non ero sicuro della partecipazione - racconta Francesco - e l' ho saputo solo da Adele. io non ho la televisione. L' ultimo Festival visto? Credo tre anni fa a casa di un mio amico" .
 Garantiamo che il personaggio è proprio così e non artefatto. Ai colleghi che gli paventano la "fossa dei leoni" della settimana festivaliera risponde la discografica Sony all' unisono con la mamager. "Ci pensiamo noi a proteggerlo". Confermata poi la presenza giovedì del Mago Forrest come ospite. Non si tratta di un duetto "perché non è proponibile dato il tipo di canzone, ma accadranno cose molto leggere e delicate, sfruttando anche il palcoscenico". Che tradotto dovrebbe significare che il comico-illusionista-presentatore farà dell' intrattenimento (ricordiamoci anche la consulenza artistica al Festival di Arturo Brachetti) a fianco del 37enne cantautore milanese, diplomato al Conservatorio. Tricarico vestirà la linea "casual" di "Codice a sbarre", la Casa di moda che ha come stiliste cinque detenute del carcere Billiemme di Vercelli.
 Se il brano in gara al Festival potrebbe per certi versi ricordare il primo Rino Gaetano ("Mi piace ma non so se il paragone ha senso. Forse") "Giglio", undici brani in tutto, è un mix di sensazioni e arrangiamenti molto differenti, centellinati, "piene di citazioni volute" dal rithm'n blues alla Wilson Pickett al punk ("Un movimento molto vitale. Mi riconosco nell' uso delle chitarre e dei riff che commentano i testi") passando solo casualmente (o no?) nello spirito fiabescamente surreale, ma a un certo punto anche molto crudo, di "Io sono Francesco".
 Accade in "Oroscopo", il primo brano, che da una parte mette alla berlina i personaggi delle tivù locali che predicono il futuro (ma allora la televisione la vedi? "Qualche volta, a scrocco dagli amici") e dall' altra raffigura le loro miserie di falsi "arrivati". "Ognuno - spiega Tricarico - può leggere le canzoni dalla propria angolazione. Anche "Vita tranquilla" parla di obiettivi che una volta raggiunti non lasciano niente e spingono a quello successivo; ma dice che forse è anche inutile darsi così da fare". "Eternità" è una canzone d' amore, vista quasi in terza persona, scandita su ritmi e liriche alla Battisti-Mogol. "E' vero - conclude Tricarico - anche se la cosa è accentuata dal ritmo in tre quarti. Ho sempre una mia angolazione e una mia prospettiva. Ed è quella che cerco di mettere sempre a fuoco". Il resto del disco sarà una piacevole sorpresa per tutti. Qualche show ad aprile nei circuiti promozionali delle librerie, e poi in tour estivo.
Bruno Marzi