Venditti a Verona e le foto: ci vorrebbe un amico

E' veramente triste avere la conferma - anche con Venditti, che di queste cose non si occupa ovviamente - che la professione onorata di fotografo live - forse anche per colpa del digitale - sia ormai talmente bistrattata da essere diventata un fastidioso orpello all'interno di un business a cui del fatto che alcune decine di bravi professionisti cerchino di portare onestamente a casa la pagnotta non frega nulla. Principalmente perché non interessa più la qualità (una banale foto ufficiale qualcuno la regala sempre... Aggiornamento del 25 settembre: le foto dal palco con De Gregori "aggratis" sono effettivamente arrivate e sono di Giovanni Canitano. Un amico e uno bravo ... In più una collega ne ha fatte alcune di nascosto tra il pubblico, vedi un noto sito) ma solo l' apparenza. Che, come si sa, spesso inganna. Personalmente mi consolo con la grande stagione vissuta e la mole di materiale che nessuno mi potrà mai togliere, con le relative esperienze umane. Ieri sera eravamo in dieci a Verona. All' ultimo momento - a quanto dicono - ci hanno messo dietro al mixer e non nel golfo mistico pieno di gente seduta. Per chi è pratico della Bimillenaria, eravamo in fondo sotto il palco imperiale. L' Arena ha un problema. Anche se all' aperto, la "conca" produce condensa - il respiro delle persone e altro - che, invisibile a occhio nudo, da grande distanza inganna i sensori sofisticati delle fotocamere, con risultato di sfocatura, grana e peggio. Insomma, delle foto di merda. Le ventotto che ho salvato con gran fatica, e che non sono capolavori, le pubblico solo perché non ne ho ancora vista una online dei nove colleghi... Rispetto, please. E dire che pure la serata era iniziata in maniera movimentata (anche qui i gazzettieri hanno scritto in maniera imprecisa). Dopo la presentazione di Carlo Massarini e il primo brano che va nella penombra (luci insufficienti pure con il collegamento tv e l' "apparizione" di Totti sugli schermi) durante "Il compleanno di Cristina" Antonello fa un brusco movimento allungando il braccio. Il filo del microfono, probabilmente incastrato da qualche parte, si tende e il microfono stesso schizza via come un missile, distruggendo lo schermo del monitor dei testi. Venditti fa un errore, perché inizialmente non afferra la gravità della cosa, e passano i secondi e i minuti con lui che parla per far compagnia al pubblico. I tecnici effettivamente ci mettono un po' troppo, sia per il microfono sia per lo schermo, ma mi sembrano angosciati e lo stesso Antonello "deraglia" sicché il brano poi va con lui che canta una cosa e l' orchestra dall' altra parte. Ma è comprensibile. Avrebbe fatto meglio a scusarsi, sbollire l' incazzatura e uscire di scena per il tempo necessario alla sostituzione. Quello che accade dopo il terzo pezzo è stato celebrato solo dai telefonini, con il finale assieme a De Gregori e Ermal Meta. Che non passeranno alla storia perché non c'erano i fotografi professionisti. Insomma, caro Antonello, per la festa degli ottant'anni di "Sott'er segne", ricordati (stavo per citare "Ricordati di me"... ) che un amico sotto il palco non fa mai male.