Venditti e i suoi 70 segreti

Caro Cicalone,
pochi minuti fa avevo scritto un pezzo per il tuo genetliaco ed era venuto benissimo, ma nel frattempo l' editor del sito si era bloccato, senza metterlo in memoria. Per cui, questo sicuramente non sarà altrettanto felice. Accontentati. In primis, la scelta della foto. Pensavo a una delle più antiche, tipo Novara 1976 - c'era anche Massarini - con cena finale a Vercelli e il sottoscritto a farti da cicisbeo (il famoso frutto di bosco... ). Poi ho optato per questa con Gato Barbieri che fa "Modena" allo stadio di San Siro nel 1991, appunto nella sera che tu registrasti "Da San Siro a Samarcanda" e io feci le foto per la copertina del disco. Lo ricordo bene perché in quel periodo per caso o per bravura feci anche quella dei live di Vasco e Zucchero, ma in particolare in quei giorni ero un amico tra amici: tu, Michele Mondella, Enrico Rovelli, Roberto Dane' e tanti altri. Ergo, mi sentivo ancora più responsabilizzato nel fare bene. Oggi come allora ti farò sempre la stessa domanda: perché non smetti di fumare? Lo so, il tuo "vero" medico Carlo Verdone si accorgerebbe di qualsiasi danno. Ma so anche che sarai sempre l' eccezione alla regola. So anche che mi odi da quel giorno di fine anni Settanta che, accompagnando te e Mondella dalla Numero Uno a Linate, ti feci divieto di fumare in macchina e tu - era estate - di sporgesti per tutto il tragitto dal finestrino, "costretto" a salutare tutte le persone che ti riconoscevano, visto anche che si andava piano e in coda. Insomma, domani fai gli anni, ed è curioso che sia l' 8 marzo, per te maschio decisamente Alfa che ti sei sempre considerato una benedizione per l'Altro sesso. Te lo ricordo, ci siamo conosciuti alla fine del '74 e poi nel'75 venisti a suonare a Vercelli in Piazza Cavour. E poi il tuo matrimonio con Simonetta (cos'era la signora in spiaggia a Rimini con quel bikini stile indiano con le frangette... ) e il pranzo successivo con noi in una stanza a fare caciara e una tavolata di cardinali nell' altra... Amavo, io rocchettaro verace, canzoni come "Le cose della vita" e "Lontana è Milano". Due capolavori che tu, sempre ipercritico con te stesso (la gente non sa che spesso buttavi via mesi di lavoro in studio perché poco convinto) ancora oggi forse non ritieni tali. Negli ultimi anni ci siamo frequentati poco (a Verona volevo salutarti ma poi è andata come è andata... Io me lo sono scordato) ma sono certo che tu sia sempre uguale, cioè quello che faceva la "gara di cazzate" con me e Ivan Graziani prima delle serate, che aveva come argomento principale... Vabbe': quello. E ti sono certamente sodale e ancor di più in quegli anni Settanta allegri e sornioni. E il resto, specialmente le cose divertenti, me le tengo per quando, prima o poi, scriverò le mie storie "da dentro" di quasi quarantacinque anni di musica italiana e non solo. E, comunque, non contare balle con la storia della "voce acuta" come scritto su Vanity Fair. Cicalone sei perché al tuo confronto un'ape regina è solo una lavoratrice di call center. Ecco, il pezzo è molto meno bello del precedente, ma d'altronde anche tu sei meno bello... Pesantissima questa? Lo sai che scherzo, e che comunque ti è sempre andata bene, perché a furia di cantare "Ci vorrebbe un amico" nella realtà hai sempre avuto la fortuna di averne molti e sinceri
Un abbraccio
Bruno