Zucchero live Milano Il Gazzettino 2002

Milano
NOSTRO SERVIZIO
Quando Zucchero, a metà show, attacca "Overdose d' amore", a cui seguono "Il mare... ", "Dune mosse" e la degregoriana "Diamante", inizia a scendere sul Vigorelli una pioggia leggera e rinfrescante. E' un po' il senso dello show: quasi due ore di galleggiamento senza peso nella musica rock-soul, nel romanticismo pieno di "pruderie" del Vate di Roncocesi. Un successo, insomma, malgrado un paio di canzoni "sparate" meno forte, con tonalità più basse, ma sempre con grande feeling e partecipazione. Parte così, davanti a cinque/seimila superfan di tutte le età, la tranche italiana di un giro infinito, e di grande successo, che porterà lo "Shake world tour" allo stadio "Friuli" di Udine l' 11 luglio, a Marostica, piazza degli Scacchi, il 24 e, volendo, a Pola il 2 agosto. Zucchero offre parte degli incassi a "Tribute to Tibet", la Fondazione di Gaddo della Gherardesca.
 Il Vigorelli si riempie di colpo. Alle 21 ci saranno 1500 persone disperse tra prato e tribune. Alle 21.30 - il Fornaciari Adelmo sale puntuale in scena - il prato è affollato e le tribune zeppe. Che i milanesi di luglio abbiano preso abitudini mediterranee? Meglio così, visto che altri 4mila - tutto esaurito - in contemporanea applaudivano a Villa Arconati Elisa. Il nuovo palco di Sugar è semplice ma di effetto, con due schermi interni al fondale, che di suo conta parecchi effetti psichedelici, su cui seguire lo show ripreso da telecamere. Di fronte al proscenio una passerella a ferro di cavallo rovesciato - sembra anche un paio di corna rivolto al pubblico - permette a Zucchero di interagire fisicamente con i ragazzi pressati, ma non troppo, nelle prime file. Le "passeggiate" saranno numerose.
 E' lo stesso Zucchero, fuori scena, a presentare i musicisti con tanto di nome e cognome che appare sugli schermi. Arriva il tastierista Luciano Luisi, il chitarrista Mario Schilirò, il bassista Polo Jones, il nuovo battarista Adriano Molinari, il polistrumentista e sassofonista James Thompson, membro storico della band così come "sister" Lisa Hunt, molto applaudita, che affianca la "nuova" vocalist Elaine Jackson. Un cast granitico, collaudatissimo, capace di un sound molto efficace e perfettamente in sintonia con il leader.
 Non sono novità per i fan dell' Adelmo, ma è comunque doveroso ricordare che Zucchero offre, diciamo così, "di base" un muro sonoro e un groove assolutamente unici. Anche i paricolari sono importanti, e così proprio Schilirò utilizza una Fender Telecaster, tipica chitarra blues disegnata da Muddy Waters, per introdurre "Sento le campane" che apre lo show, e poi passare subito alla Stratocaster, e poi ancora a una Gibson Les Paul  per "Music in me" e "Porca l' oca".
 L' inizio dello spettacolo è tutto per il nuovo cd "Shake", che si armonizza perfettamente con la produzione storica, con "Baila" e "Ahum" cantate in coro dalla platea del Vigorelli. "Il volo" cambia il ritmo, e le ballate di "Spirito Di Vino" la fanno da padrone. "Blue's" e "Oro, incenso e birra", i due capisaldi del "credo sugaresco", arrivano sornioni sul finale dello show con i brani storici. Pochi i "trompe l' oeil", sparito anche il "funky gallo", e riarrangiati completamente i bis di "Per colpa di chi", appunto, e "Tobia".  Grandi applausi per un musicista "debordante" con la sua voglia continua di duetti, le "pavarottate" e quant' altro, ma certamente patrimonio umano e artistico di prim' ordine del nostro più genuino rock.
Bruno Marzi